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Super bolletta da 5.000 euro «Ma la perdita non era mia»
Tanti i casi di fatture salatissime tra conguagli, oneri e partite pregresse I cittadini: non chiediamo gratuità, vogliamo pagare solo per il consumo reale
MASSA. Non c'è manifestazione di Gaia che tenga, senza le ormai famose e dannate bollette: carissime, oppure sbagliate, incomprensibili, aumentate da un mese all’altro, impossibili da pagare per molti, troppi, cittadini.
Le storie dei massesi ormai si ripetono, il popolo anti Gaia avanza sempre più numeroso e le maxi bollette non sono più un’eccezione, ma quasi una regola. Tra i 500 che ieri hanno manifestato contro la società che gestisce l’acqua abbiamo pescato altre due storie disperate: Franco Calevro è un pensionato, 70 anni, che vive in un appartamento di 60 metri quadrati.
«Io e mia moglie sopravviviamo per pagare le bollette - racconta - non ci siamo mai lamentati, ormai la vita va così per molti, io con la pensione minima, lei con quella sociale, ma tra l’affitto, la luce, il gas, la spazzatura, l’acqua, capite bene che non è più vita». Gaia, quest’anno, ha calcolato che il signor Calevro gli deve 222 euro, con la possibilità di rateizzare l’importo, ma l’anziano ha deciso di non pagare: «Non ho i soldi, neanche per pagare a rate - spiega - non abbiamo consumato tutta quell’acqua, non so cosa sia il deposito cauzionale o il conguaglio, siamo in due, siamo soli, non abbiamo né orti, né giardini; usiamo l’acqua per lavarci e per cuocere un po’ di pasta. È disumano quello che ci venga chiesto».
Così la coppia ha deciso di non pagare: «Aspetteremo che ci stacchino l’acqua - continua Calevro - poi andremo a lavarci a casa del sindaco; oppure potrei fare come hanno fatto tanti miei anziani amici: se ti staccano, c’è il modo di attaccarsi altrove. Finiremo per fare i ladri, così ci riduce la nostra società».
Poi spunta una super bolletta da 5.000 euro: ce la mostra Francesco Costa, assieme a decine di sms che Gaia continua ad inviargli sul cellulare, affinché saldi il suo debito. «Siamo arrivati quasi alle minacce - dice - ma io quella bolletta non la pago». Disoccupato a 53 anni, una compagna, un figlio e il vecchio padre che vive con loro e che passa l’intera sua pensione: «Vivo con mio padre che mantiene ancora me, dopo 53 anni, e tutta la mia famiglia; non so se qualcuno possa capire come ci si sente. La frustrazione della mancanza di lavoro, di non riuscire a provvedere ai tuoi cari non era abbastanza. Un giorno, era dicembre del 2015, ci arrivò in posta una bolletta da 5.000 euro. Andai agli sportelli per capire cosa fosse accaduto, visto che tutte le bollette precedenti erano state sempre di 45 euro e pagate regolarmente; scopriamo dopo poco che si trattava di perdita occulta avvenuta per strada, fuori dal nostro palazzo, che però andava a scaricare sul mio contatore. Non c’è stato modo di fargli capire che non era colpa nostra e che non potevamo accollarci quella spesa». Risultato: il signor Costa ha dovuto cambiare casa per “sfuggire” a Gaia, «come un clandestino - ci dice - un delinquente qualunque», cercando di nascondere le sue reali utenze, mentre Gaia insiste: quella bolletta qualcuno dovrà prima o poi pagarla.
Storie, tante storie anche di chi la bolletta la paga, vuole pagarla, ma continua a chiedersi perché tante spese oltre il consumo reale. È il caso di Franca Borghini: in 3 in casa e 291 euro di bolletta. «Mi sono stupita quando mi è stata addebitata, ho fatto pure controlli per verificare che non ci fossero perdite. Quello che mi meraviglia sono gli importi di cauzione e addebiti, pari a 120 euro. Ho ricevuto una seconda bolletta più contenuta - continua - di circa 60 euro, in cui i vari oneri, extra consumi, erano di 40 euro. Io voglio pagare per il servizio, ma pretendo di pagare quanto realmente consumo».
Roberto Orrico è in piazza, a manifestare contro Gaia e il caro bolletta lui lo sintetizza nel raffronto tra le fatture di Gaia e quella del precedente gestore: «Io pagavo somme intorno ai 7,5 euro, l’ultimo consumo fatturato da Gaia è, invece, di 280euro. E io sono fortunato e non soltanto per l’importo contenuto rispetto a quello di molte altre famiglie, ma anche perché posso pagarla quella cifra. Purtroppo, però, ci sono tanti cittadinie che alle bollette Gaia non possono più far fronte».
E sono quelle famiglie che ieri, a gran voce, chiedono l’uscita dalla spa Gaia e una gestione diretta della rete idrica e della depurazione da parte del Comune di Massa o di un gruppo ristretto di Comuni limitrofi.
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