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Compagno di scuola gli vende l’eroina Giudice lo condanna
MASSA. Quando aveva visto il carabiniere che gli mostrava la paletta chiedendogli di accostare aveva provato a nascondere la dose di eroina che aveva appena acquistato negli slip. Un goffo tentativo...
MASSA. Quando aveva visto il carabiniere che gli mostrava la paletta chiedendogli di accostare aveva provato a nascondere la dose di eroina che aveva appena acquistato negli slip. Un goffo tentativo di riuscire a farla franca, soprattutto per salvare lo spacciatore che gli aveva venduto la droga. Andato a buca perché quella pallina avvolta nel cellophane di nemmeno mezzo grammo è saltata subito fuori. E con essa anche la confessione, con tanto di nome del pusher, che altri non era che un suo vecchio - e per un breve periodo, compagno di scuola in terza media. Ieri il giovane, che all’epoca dei fatti era ancora minorenne, ha testimoniato contro l’amico e in pratica lo ha fatto condannare dal collegio presieduto dal giudice Giovanni Sgambati (a latere Garofalo e Trinci). La pena per Antonio D’Angelo, ventiquattrenne siciliano trapiantato ai piedi delle Apuane, è stata di un anno, nonostante il riconoscimento dell’aggravante di aver ceduto una dose di droga a un minore (per pochi mesi il teste non aveva ancora diciotto anni). Merito dell’arringa dell’avvocato Giuseppe del Papa, che aveva chiesto l’assoluzione per il suo assistito ma in subordine aveva puntato sulla scarsa qualità dello stupefacente. Come ha confermato il cliente stesso (non mi faceva praticamente niente).
I due si erano conosciuti dietro i banchi di scuola. Ultimo anno di medie. D’Angelo era più grande perché ripetente. Pochi mesi insieme, ma quanto basta per stringere un legame che è rimasto nonostante per un po’ i due non si sono mai visti né sentiti. Uno si era dato al crimine, l’altro invece si era iscritto alle superiori e sembrava condurre una vita regolare. Fino a che non ha incontrato l’eroina. E così ha ricontattato l’ex compagno,«lo sapevano tutti in città che se volevi comprare della droga dovevi andare da lui». Ieri in aula ha provato a difendere l’amico, ma c’erano i verbali fatti nell’immediatezza dell’episodio che erano lì a inchiodarlo e a impedirgli di fare falsa testimonianza. E’ bastato il primo ammonimento da parte del collegio per fargli sciogliere la lingua: «Confermo, mi rifornivo da lui per l’eroina. Anche se non sempre».
Secondo l’accusa, il pm Alberto Dello Iacono aveva chiesto tre anni, erano state ben 48 le dosi vendute nell’arco di quattro mesi. Ma non è stato possibile dimostrarlo e così il presidente Sgambati e i suoi due colleghi hanno deciso per una condanna di un anno, accogliendo in parte le richieste di Del Papa. Le motivazioni della sentenza verranno depositate tra sessanta giorni, la difesa però difficilmente impugnerà la sentenza. Mentre la procura deve ancora valutare un possibile ricorso in appello.
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