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Zubbani: la Bandiera blu è una cosa seria

Zubbani: la Bandiera blu è una cosa seria

Riccardo Canesi: «Questo riconoscimento è una baggianata», ma il sindaco difende il vessillo alla cerimonia coi bambini

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CARRARA. Tanti palloncini colorati e l’inno di Mameli intonato dai bambini delle scuole per celebrare la Bandiera Blu 2016: grande festa ieri mattina presso Largo Taliercio a Marina di Carrara dove si è tenuto l'evento per il conseguimento per il quarto anno consecutivo del riconoscimento assegnato dalla Fondazione per l’educazione ambientale. La Bandiera Blu continua a dividere. Non solo perché, ormai da tre anni, il vessillo assegnato dalla Fee sventola solo su una porzione del litorale carrarese, quella di levante. Ma anche e soprattutto perché si tratta di un riconoscimento oggetto di diverse contestazioni, fin dall’anno della sua prima assegnazione, nel 2012. E così anche se questa volta, per fortuna, la cerimonia si è svolta in un clima di grande allegria e serenità – archiviando il riprovevole episodio dello schiaffo al sindaco durante le celebrazioni 2015 – il valore della Bandiera Blu resta in discussione. In difesa del vessillo è intervenuto perfino il prefetto Giovanna Menghini che ieri davanti ai tanti studenti del territorio invitati al primo alza bandiera ha insistito sull’importanza del riconoscimento, sottolineando che non tutti i territori possono sfoggiarlo. Sulla stessa linea il sindaco di Carrara Angelo Zubbani, da sempre convinto sostenitore delle benefiche ricadute della Bandiera Blu: «Rispetto tutte le critiche ma ogni volta che sono andato a Roma a ritirare la bandiera, insieme ai rappresentati delle altre amministrazioni insignite, mi sono trovato in mezzo a un grande entusiasmo» ha dichiarato il primo cittadino, che ha definito quello assegnato dalla Fee «un riconoscimento serio». A Carrara però non tutti ne sono convinti come dimostrano le parole di Riccardo Canesi, ex deputato dei Verdi e candidato alle ultime amministrative con Carrara Bene Comune, a commento dell’assegnazione. Forte della sua esperienza alla fine degli anni ‘90 a Capo della Segreteria dell’allora Ministro dell'Ambiente Edo Ronchi, Canesi ha dichiarato: «La Bandiera Blu come istituzione non ha alcuna credibilità essendo peraltro promossa da un'associazione sconosciuta. È una colossale baggianata che si configura più come un'operazione commerciale anche perché l'indagine che porta all’assegnazione non è seria da un punto di vista scientifico ed è priva di qualsiasi affidabile forma di controllo e valutazione».

Una risposta “tecnica” alle obiezioni di Canesi arriva da Franco Fini, dirigente del Settore Ambiente che da quattro anni lavora alacremente per confermare il vessillo. «Il fatto che la Fee abbia tolto la bandiera a un tratto del nostro litorale è già di per sé una dimostrazione di serietà» ha detto Fini, citando i due sversamenti che nel 2013 fecero scattare i divieti di balneazione che costarono la Bandiera Blu a Marina est. “Riallargare” la perimetratura del vessillo non sarà semplice, perché, spiega ancora il dirigente, la Fee prende in considerazione i dati sulla qualità delle acque degli ultimi 4 anni e gli sforamenti del 2013 potrebbero pesare ancora sul verdetto della prossima estate. Quanto poi ai parametri esaminati dalla Fondazione, Fini a ricordato che oltre all’eccellenza delle acque, decretata in base alla presenza o meno di alcuni tipi di batteri rilevata da Arpat, vengono richiesti tutta una serie di servizi, dalla raccolta differenziata all’accessibilità della spiaggia ai disabili, passando per i progetti di educazione ambientale nelle scuole del territorio. Criteri che non riguardano solo la qualità del mare o la trasparenza delle sue acque – un punto su cui Marina di Carrara obiettivamente non eccelle - ma piuttosto il contesto e i servizi offerti dal territorio.

Cinzia Chiappini

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