Non puoi costruire casa, ma l’Imu la paghi
Il caso dei terreni edificabili solo sulla carta, cittadini pronti al ricorso. Il Comune: è la legge, previsto comunque uno sconto
MASSA. Mettiamo che hai un bel terreno, di ampia metratura ed edificabile. Mettiamo che in quel terreno tu voglia costruire una casa nuova di zecca: arruoli geometra e ingegnere, allerti architetto e impresa edile. Poi, quando bussi alle porte del Comune per permessi e pratiche edilizie, viene il bello. Sì perché scopri che sul tuo terreno non puoi posare neanche una pietra. Eppure - è la tua prima riflessione - sul fatidico terreno tu paghi l’Imu (imposta municipale sugli immobili) prevista per i terreni edificabili. Edificabilità sulla carta, ma non nei fatti. Potenza, ma non atto. E a fare i conti - è proprio il caso di dirlo - con aree in cui le ruspe non possono più accedere sono parecchi massesi. Tanto che qualcuno si sta già organizzando per valutare l’ipotesi di un ricorso al Tar.
La questione - per arrivare la cuore del problema - è da addetti ai lavori e ruota intorno al regolamento urbanistico. Prima di stenderlo quel regolamento, i tecnici si sono messi al lavoro e hanno individuato tutte le aree a rischio idraulico o - nei casi peggiori - ad elevato rischio idraulico. Il gioco è presto fatto: se il tuo terreno edificabile ricade dentro una di quelle aree, non puoi posare neppure una mattonella. E a poco vale l’argomentazione che la partita del regolamento ancora non è chiusa, perché anche nel caso in cui l’atto non avesse il definitivo via libera, le carte del rischio idraulico, in quanto atti preliminari, manterrebbero comunque la loro piena validità. Ecco quindi che parecchi massesi, con proprietà in varie zone della città (Ronchi, ma anche viale Roma o la montagna) si ritrovano con il cerino in mano: non possono costruire, ma il terreno è edificabile e come tale deve pagare la prevista aliquota Imu. Tema dibattutissimoe cittadini pronti al ricorso: non solo per l’Imu da versare nel 2016, ma pure per quella versata negli anni precedenti quando a stoppare le ruspe erano le norma di salvaguardia (in attesa dell’approvazione dei piani urbanistici). Sulla questione e sulle code a Master per avere delucidazioni, ha presentato un’interpellanza il consigliere comunale Simone Ortori.
Palazzo civico, da parte, sua l’Imu sui terreni edificabili, anche se vige il vincolo e non si può costruire, la conferma, se non lo facesse - spiegano i tecnici - rischierebbe di essere bacchettata dalla Corte dei conti. Il Comune cerca comunque di andare incontro a chi, sul suo terreno edificabile, non può realizzare neppure un monolocale e, con la delibera di giunta 107 del 30 aprile scorso, prevede una riduzione dell’aliquota pari al 40%.
Ma lo “sconto” non interrompe le contestazioni perché in ballo non c’è soltanto il pagamento dell’Imu 2016 (la prima rata scade il 16 giugno), ma anche i pagamenti pregressi, quelli di chi da anni versa la quota, ma sul terreno - ora per le norme di salvaguardia, ora per i vincoli idrogeologici - non può edificare.
Perché le cose possano cambiare e quel vincolo essere rimosso, dovrebbero essere realizzati lavori importanti - per mole e costo - lungo il Frigido con particolare attenzione all’alveo e alle arginature. Lavori di cui la Regione ha finanziato, negli anni scorsi, la progettazione, ma per la cui realizzazione adesso c’è da aspettare un secondo finanziamento. Se le opere arrivassero, allora il rischio sarebbe contenuto e l’edificazione diventerebbe comunque una eventualità.
Partita complessa, quindi, perché ha implicazioni tecniche e giuridiche e perché in ballo c’è- da una parte - la sicurezza del territorio e il tema del dissesto, dall’altra il portafoglio dei cittadini che sentono di pagare per un diritto che non possono esercitare.
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