Il Tirreno

Pressione fiscale, a Carrara 232 giorni per pagare le tasse

Pressione fiscale, a Carrara 232 giorni per pagare le tasse

Un dossier della Cna rivela: agli imprenditori carraresi va peggio (seppur di poco) rispetto ai “colleghi” di Massa

3 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. Gli imprenditori di Carrara smetteranno di lavorare per pagare le tasse il 30 luglio solo dopo 232 giorni di sudore. Solo dal 31 luglio, dunque, potranno effettivamente parlare di guadagni. Agli imprenditori carraresi va peggio, di poco, che a quelli di Massa, ai colleghi, infatti, serviranno 231 giorni di fatiche prima di poter iniziare a metter i soldini nel salvadanaio.

Arretra rispetto al 2015 di ben cinque giorni per Carrara e di 1 per Massa il tax Free Day, ovvero il giorno in cui l’imprenditore può finalmente cominciare a destinare i guadagni aziendali all’impresa e alla propria famiglia, quando ovvero l’imprenditore - come scritto sopra - smetterà di lavorare per pagare le tasse. A rilevarlo è il dossier «Comune che vai fisco che trovi» elaborato dall’osservatorio Cna sulla tassazione della piccola impresa, giunto alla terza edizione, che analizza 124 comuni italiani. In questa speciale classifica Massa si trova al 100esimo posto, Carrara al 102esimo ben al di sotto di realtà come Reggio Calabria dove la fiscalità ha toccato il 73,2 per cento e ben dopo Firenze, capoluogo regionale, con il 68,5 per cento. L'indagine prende a riferimento l'impresa-tipo individuale, cinque dipendenti, 430mila euro di fatturato e 50mila euro di utili, e analizza 124 comuni italiani (a campione).

«Il dossier – spiega Paolo Bedini, presidente Cna Massa Carrara – offre la dimensione di quanto il fisco incide ogni giorno sulle imprese. Lavoriamo per lo Stato e per gli enti locali, per pagare le imposte, i contributi, i balzelli, i rincari delle bollette energetiche senza avere in cambio quei servizi adeguati e quelle infrastrutture che sono necessarie per un nuovo salto competitivo.

Il livello del fisco è intollerabile ed è quasi il 20per cento in più rispetto alla media europea».

Secondo Cna un primo passo importante potrebbe essere quello dei rendere l’Imu totalmente deducibile dal reddito d’impresa e di eliminare lo split payment che la principale associazione degli artigiani aveva già contestato così come è accaduto per il Sistri, il registro elettronico dei rifiuti. Stabile nel complesso e per entrambi i comuni, la pressione fiscale che si ferma al 57,8 per cento per Carrara mentre sale dello 0,1 per cento su Massa attestandosi attorno al 58,1 per cento dove ad incidere in maniera determinante è l’imposta Irpef ed il versamento dei contributi per vecchiaia, invalidità e superstiti, che è superiore di 0,6 per cento. In compenso sono diminuiti, se pur leggermente, i tributi locali dello 0,2 per cento.

«In entrambi i principali comuni – fa notare Paolo Ciotti, direttore Cna Massa Carrara – l’incidenza delle imposte locali, quelle che le imprese pagano agli enti, sono lievemente scese nonostante i tagli del Governo centrale. Ma possiamo fare di più perché le imprese che pagano lo smaltimento dei rifiuti speciali pagano anche la tassa sui rifiuti locali: per loro è una tappa doppia ed iniqua. Interveniamo – spiega ancora – su questa voce per dare una nuova spinta alla riduzione. Senza l’aumento programmato dell’aliquota Ivs avremo avuto un fisco più leggero di 0,3 per cento. E’ sicuramente un segnale importante e positivo di sensibilità nei confronti del tessuto imprenditoriale che arriva dai comuni poiché se non ripartono le imprese non ripartono nemmeno i consumi. Ciò nonostante non basta. La pressione fiscale deve tornare a livelli sostenibili. Le imprese non possono continuare ad essere spremute come arance».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani