Il Tirreno

La storia di Cava Fornace e tutti i dubbi dei cittadini

di Manuela D’Angelo
La storia di Cava Fornace e tutti i dubbi dei cittadini

Nata per smaltire rifiuti locali, oggi è sito di raccolta anche di rifiuti speciali Il futuro della struttura è stato al centro del dibattito e della campagna elettorale

2 MINUTI DI LETTURA





MONTIGNOSO. Cava Fornace è uno dei temi principe di ogni tornata elettorale, quando partiti e coalizioni sono costretti a ragionare sul futuro di una discarica invisa alla maggior parte dei cittadini. La storia di Cava Fornace a Montignoso è nota: intanto la discarica si trova, per buona pace degli ambientalisti, a 200 metri dall’area protetta del Lago di Porta, dove vivono 18 specie in via d’estinzione e migliaia di animali e vegetali che popolano 159 ettari, unici nel loro genere. Dentro Cava Fornace, invece, ci finiscono ogni anno tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi ma, secondo un’inchiesta pubblica della Provincia, senza le dovute autorizzazioni delle valutazioni ambientali, archeologiche, idrogeologiche e sismiche. La discarica dei montignosini nasceva in realtà per smaltire i rifiuti locali “a km zero” anche se oggi solo una piccola parte degli scarti locali viene smaltita lì. La vicenda inizia nel 2007 quando la Provincia autorizzò il deposito di rifiuti speciali, tra cui quelli contenenti amianto, nella discarica di materiali inerti. A chiederlo fu il gestore della discarica, la Rimavi Srl diventata poi Programma ambiente Apuane Spa. I cittadini fecero ricorso, ma nel 2009 il Tar di Firenze lo rigettò e la Provincia, su pressione di ambientalisti e cittadini, avviò un’inchiesta pubblica, i cui risultati furono pubblicati nel 2009, e che rilevò alcune “anomalie procedurali nelle precedenti autorizzazioni”. Tutto è rimasto invariato da quel giorno, nonostante le lotte di comitati e forze politiche di opposizione. Da tempo, inoltre, gli abitanti denunciano alla stampa locale la morìa di pesci e cattivi odori dell’acqua del lago. Domenica 5 giugno si vota per il nuovo sindaco, che non avrà certo il potere di chiudere la discarica, qualora volesse. Abbiamo però chiesto ai 5 candidati la loro idea su Cava Fornace e quale futuro attenda i montignosini riguardo le scelte, la sicurezza, le autorizzazioni che riguarderanno quel sito nei prossimi anni.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web