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Pese “tecno” e telecamere contro i furbetti delle cave
Parte il sistema automatizzato per i passaggi dei camion in via Bassa Tambura e alle cave con videosorveglianza e smart card. Il Comune: impossibile evadere
MASSA. Stangata sulla tassa marmi, nuove pese con “occhi elettronici”, revoca delle concessioni di tre cave “fuori norma”, caducazione di una quindicina di agri marmiferi non coltivati. L’amministrazione Volpi prova a mettere ordine nel mondo delle cave – un comparto economico certo non importante come quello di Carrara ma che “vale” comunque tanto nell’economia cittadina – con una stretta sulle imprese del lapideo e un’offensiva sul rispetto dll regole.
La data della mini rivoluzione è fissata per domani, primo giugno, quando entreranno in vigore le nuove tariffe sul trasporto marmi, con un robusto aumento da 10 a 15 euro, e anche le “nuove“ pese in via Bassa Tambura e vicino al mercato delle Jare. I due impianti di controllo e pesatura dei marmi provenienti dalle cave maessi – indispensabli per accertare l’imponibile sui concessionari – hanno subito una trasformazione “tecno” e sono state ampiamente automatizzate. Stop al vecchio metodo del controllore in carne e ossa che registra il passaggio dei camion e il tipo di carico del mezzo – ognuno con una diversa tassazion: da domani sarà tutto automatico: una specie di bancomat. Il camionista sarà dotato di una smart card contenente i dati del mezzo, la tipologia di materiale trasportato (marmo in blocchi, detriti, scaglie, terre...) e la cava da cui è stato prelevato. Arrivato alla pesa, dovrà inserire tessera elettronica in un lettore che registrerà i dati e li invierà in tempo reale agli uffici Master. Nello stesso tempo, le telecamere di cui è stata dotata la postazione di pesa, fotograferanno la targa e il carico del mezzo. Solo a quel punto le barriere si alzeranno e il camion potrà scendere verso il piano. E tutto sarà registrato. Più a valle, inoltre, sono state posizionate altre telecamere – sei-sette sono gli apparecchi piazzati lungo la strada – che serviranno a un controllo successivo e a registrare eventuali passaggi al di fuori degli orari consentiti o anche passaggi di camio “irregolari”, che non sono cioè passati dalla pesa. Un sistema simile a quello adottato nei bacini del marmo di Carrara che verrà gestito da Master, la sopcietà pubblica che si occupa dell’esazione dei tributi comunali.
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Le pese così automatizzate e dotate di sistema di videosorveglianza consentiranno anche – spiegano il vicesindaco Uilian Berti e l’assessore al Bilancio Giovanni Rutili – di ridurre il personale impiegato ai controlli. Ne basterà uno a presidiare la pesa di Santa Lucia – contro i due (che diventano tre per coprire l’intero arco orario di apertura delle pese) finora necessari – mentre la pesa delle Jare sarà senza personale. «In questo modo liberiamo risorse umane per i controlli e per le altre attività legate alla tariffazione», spiegano i due assessori. L’operazione di ammodernamento e automatizzazione delle pese del marmo è costata circa 55mila euro per quanto rigua5rda gli interventi di adeguamento e altri 15mila per il software. «Queste novità – spiega l’assessore Rutili – si inseriscono in un quadro di revisione complessiva delle normative delle cave che porterà anche a una ridefinizione dei canoni concessori e saranno integrate con controlli “ex post” nei bacini marmiferi per accertare la corrispondenza fra ciò che le aziende dichiarano di trasportare e il tipo di lavorazione che in quel momento si sta effettuando in cava».
«Si tratta di un intervento – aggiunge il vicesindaco Uilian Berti – che introduce elementi di accresciuta tarsparenza nel mondo del marmo e che saranno a vantaggio sia degli imprenditori, che avranno un dispositivo più snello di passaggio alle pese, sia dell’amministrazione, che potrà avere un quadro più certo e puntuale dell’escavazione».
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