Il Tirreno

Le sagre sono troppe Il Pd di Ricortola: «Qualcuno rinunci»

Secondo il circolo ci sono troppe feste sul litorale e chiede ai partiti di fare un passo indietro: penalizzati i ristoratori

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MASSA. «Troppi giorni di sagre, i patti non erano questi». Una guerra infinita, con gli stessi protagonisti, che si riaccende con l’inizio dell’estate: quella contro le sagre. A (ri)sollevare il tema è il Pd di Ricortola che chiede a qualcuno di fare un passo indietro.

Lo scorso settembre prese vita un’iniziativa sulla programmazione delle sagre che ha messo intorno al tavolo operatori e assessori Carioli e Rutili. Incontri durante i quali le parti si erano impegnati a venirsi incontro: l’amministrazione limitando i giorni di sagra - tanto che le sagre adesso possono essere solo di prodotto locali - e gli altri a essere più clementi.

Ma secondo il Pd di Ricortola l’amministrazione non sta rispettando «l’impegno - si legge in una nota - di ridurne l’impatto sul nostro quartiere (parchi di Ricortola e Ugo Pisa) ma addirittura ne consente l’espansione. Il calendario delle sagre, feste etc (oltre le 100 previste in giro per la città) prevede ben 48 (di cui 6 con doppia manifestazione) giorni di iniziative eno-gastronomiche tra il parco di Ricortola e quello dell’Ugo Pisa occupando sostanzialmente tutti i weekend dopo la chiusura delle scuole e, dal 21 luglio in poi, senza pausa (se si eccettuano il 17 ed il 18 agosto) fino al 31 agosto».

Il pd di Ricortola sostiene che sia un danno, anzi «un vero e proprio schiaffo - dicono - e la totale mancanza di rispetto alle attività locali travolte da tasse, ancora alle prese con le spese derivanti dalle varie alluvioni e dallo stato di totale degrado complessivo». E aggiungono dalla sezione: «Prendiamo pertanto amaramente atto che, nonostante le rassicurazioni date pubblicamente dall’amministrazione all’economia della nostra realtà territoriale viene inferta l’ennesima ferita che avrà come inevitabile conseguenza un danno economico molto rilevante per i nostri operatori e, in via indiretta, l’impossibilità di questi di dare lavoro a decine di persone, soprattutto ragazzi e ragazze». Il diffondersi di queste iniziative, secondo il Pd, «che tutto hanno fuorché caratteristiche di sagre, che mascherano vere e proprie attività economiche senza controlli e concentrate ovviamente nei periodi più favorevoli, avrebbe dovuto essere oggetto di una più attenta valutazione, che va ben oltre quello (non) fatto sino ad oggi. L’eventuale riduzione degli appuntamenti programmati e ormai deliberati dall’amministrazione può avvenire pertanto solo per rinuncia dei protagonisti stessi. Pertanto lanciamo un accorato appello alle varie forze politiche ed alle associazioni di dare un segnale alla cittadinanza locale e a rinunciare a parte delle proprie iniziative sopperendo così all’indifferenza dimostrata dall’amministrazione Volpi per la nostra realtà».

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