Il Tirreno

Mareggiata ai Ronchi «Inutili i lavori fatti»

di Melania Carnevali
Mareggiata ai Ronchi «Inutili i lavori fatti»

Le onde sfiorano le cabine anche a Poveromo e Partaccia

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MASSA. «Io una volta con mio padre ci facevo l’uovo alla coque con la sabbia». Con la sabbia? «Sì, si metteva l’uovo sulla sabbia vicino alle cabine e si lasciava lì a cuocere. All’epoca la spiaggia era sempre bollente, perché lassù, vicino al bar, non ci arrivava l’acqua. Ora è sempre umida, non si asciuga più perché la onde salgono e scendono continuamente». Marco Borzoni, 56 anni, bagnino da 40, è il titolare del bagno Marco, a Poveromo, dove ieri il mare si è allungato fino alle tende. Lo stesso è successo ai Ronchi e in Partaccia dove le onde hanno sfiorato le cabine. Di nuovo, nonostante in quel tratto di litorale le scogliere ci siano. Alcune (come ai Ronchi) sono state appena realizzate. Ma nulla: la stagione estiva sta per partire e il mare già minaccia. Come un brutto sogno da cui il territorio non riesce a svegliarsi.

Marco Borzoni sistema i lettini e le sdraie salvate dall’ultima mareggiata e racconta: «Una volta qui - dice indicando l’area della spiaggia dove adesso ci sono le ultime file di ombrelloni - c’erano le cabine. E là – indica più avanti - partivano gli ombrelloni. C’erano quaranta metri di spiaggia. E ora guardate cosa è rimasto». Le onde si allungano e si ritirano in mezzo a cinque file di ombrelloni. Ne mancano solo due all’appello. L’asta con la bandiera rossa è circondata dal mare. Il lungo spiaggione da cartolina è solo un ricordo nostalgico di chi ha vissuto negli anni Sessanta. Per tutti gli altri è pura utopia.

«In questa vasca - riprende Borzoni - c’è un problema e nessuno riesce a capire quale sia. C’è un buco nell’acqua di due e metri e mezzo. È molto pericoloso perché ci sono persone che non sanno nuotare e appena entrano in acqua si trovano la voragine». Per questo la capitaneria di porto ha ordinato di installare cartelli che indicano il limite delle acque sicure: praticamente a riva.

«Io sono 40 anni che porto questa maglietta - riprende Borzoni, prendendo per una spallina la maglia da salvataggio che indossa - e posso dire che qui si è creato un pericolo. Un pericolo - aggiunge - che nessuno riesce a risolvere».

Qualche centinaio di metri più a nord, ai Ronchi, anche Vittorio Raggiai, storico titolare del bagno Attilio, è in spiaggia a riordinare dopo la mareggiata. «Danni? - inizia - No, solo un po’ di sporcizia, ma nemmeno molta. Sapevamo che ci sarebbe stata una mareggiata e ci eravamo attrezzati».

Il bagno Attilio è uno dei primi ad aver aperto nel litorale massese. Gestito prima dal padre, nel 1963 ne ha preso le redini il signor Vittorio. «All’epoca - racconta - c’erano 220 metri di spiaggia e 160 ombrelloni e adesso ce ne sono a malapena 70. 67 per la precisione». Continua a pulire la spiaggia dalla sporcizia portata dalla mareggiata. Poi si ferma e riprende: «Abbiamo spianato la spiaggia dieci giorni fa per iniziare la stagione estiva e da allora ci sono state due mareggiate. Se continua così siamo fregati».

E in quel tratto di spiaggia i lavori sono finiti da temo. Presto partiranno infatti gli interventi finanziati (e realizzati) dalla Regione, ma riguarderanno solo il tratto di costa a nord del Frigido e quello a sud di Poveromo. In particolare: nel fosso Lavello-Frigido ci sarà il recupero e riequilibrio del litorale di Massa fra le foci dei due corsi d’acqua per un totale di 26 milioni di euro. Mentre nel tratta dal fosso Poveromo al Versilia, ci sarà un ripascimento del litorale.

Ma intanto ai Ronchi il mare continua a spaventare. I balneari buttano giù gli ombrelloni e le onde provano a mangiarseli.

«Ci vorrebbero delle scogliere parallele come hanno fatto a Marina - continua il titolare del bagno Attilio - Così è evidente che i lavori anti erosione non stanno funzionando. Anzi, sono completamente inutili. Anche le scogliere che hanno realizzate perpendicolari alla spiaggia sono troppo corte. Non fermano il mare».

All’altezza del bagno Tropicana, a Poveromo, il mare ha divorato completamente la spiaggia creando una terrazza. Peggio è andata a Marina e in Partaccia, dove le onde hanno toccato le cabine divorando l’ultima spiaggia rimasta. Come al bagno Marchini, vicino alla don Gnocchi, dove il mare si è portato via 25 metri di spiaggia in 25 anni lasciando solo un filo di sabbia.

«Ci aspettavamo che la mareggiata mettesse in ginocchio i balneari con lo stabilimento a Poveromo dopo l’ottavo pennello- spiega Luca Martini, presidente della compagnia del mare - dove cioè non sono ancora stati realizzati i lavori anti erosione. Lo sapevano tutti che sarebbe successo così al Tropicana. Ma ai Ronchi no, non ce lo aspettavano».

In tutto questo la preoccupazione dei balneari per la stagione alle porte è inevitabile.

«Anche perché - chiarisce Martini - è vero che la Regione ha stanziato i soldi e delineato i progetti. Ma di fatto, quando verranno realizzati questi progetti?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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