Il Tirreno

Il marmo di Lorano i laboratori Nicoli e la Mela di Pistoletto

di Luca Barbieri
Il marmo di Lorano i laboratori Nicoli e la Mela di Pistoletto

L’opera dell’artista biellese è installata alle Terme di Caracalla Lo scultore ha scelto l’oro bianco e lavorato per mesi in città

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CARRARA. Da Carrara a Roma, nel segno dell’arte e della storia: è interamente di marmo bianco di Carrara, infatti, l’opera dell’artista Michelangelo Pistoletto, la “Mela Reintegrata”, installata nei sotterranei delle Terme di Caracalla e realizzata negli storici Laboratori artistici Nicoli, a Carrara.

Dalla cava di Lorano, passando per la realizzazione dagli Studi Nicoli, per arrivare fino alle terme romane, per un viaggio, non solo fisico, ma anche ideale, un viaggio nella storia: dalle cave carraresi fino alla Roma antica, rappresentata dalle terme, un percorso battuto sin dall’antichità, infatti. Una mela di dimensioni imponenti, interamente di marmo bianco di Carrara, con un taglio ricucito sul fianco che da lunedì scorso è collocata nei sotterranei delle Terme di Caracalla, in compagnia di marmi greci, per un’installazione definitiva.

E dalle cinquanta tonnellate di marmo bianco iniziali, provenienti dalla cava di Lorano, si è passati, dunque, con la lavorazione negli Studi Artistici Nicoli durata all’incirca quattro mesi, ai due metri e mezzo di altezza per diciotto tonnellate circa di peso finali. Una riedizione, una rielaborazione con alcune modifiche, dell’opera presente in piazza Duca d’Aosta, davanti alla Stazione centrale di Milano, dello stesso artista, nativo di Biella, Michelangelo Pistoletto, protagonista dell’Arte Povera, movimento artistico sviluppatosi a metà anni Sessanta.

La “Mela Reintegrata”, quindi, una mela bianca, quasi luccicante, grande e marmorea con un taglio a lato con sopra una ricucitura, a significare un distacco, una frattura appunto da ricucire, da “reintegrare”.

E questa ferita da ricucire è quella creatasi nel rapporto tra la tecnica e la natura, uno strappo da ricucire appunto. La Mela di Pistoletto si fa dunque tramite tra passato e presente, tra natura e tecnica. E un’altra particolarità, inoltre, che ripercorre la cultura carrarese, è stato il modo in cui l’opera è stata trasportata all’interno dell’area del sotterraneo in cui rimarrà definitamente: l’installazione è stata infatti lizzata all’interno dello spazio adibito.

«Una grande soddisfazione - ha commentato Francesca Nicoli, manager dei Laboratori artistici Nicoli - l’aver portato a termine un’opera così importante. Un’opera importante realizzata con un marmo bianchissimo di primissima qualità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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