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Veleni nel fosso Molinetti nuovo allarme ad Albiano
I risultati delle analisi fatte dai cittadini sullo sversamento di acque maleodoranti Contestazioni in consiglio: i carabinieri convocano i leader del comitato No Costa
ALBIANO MAGRA. Idrocarburi e alcuni metalli pesanti, ossia sostanze potenzialmente cancerogene, in concentrazione superiore ai limiti di sicurezza per la salute. É il risultato delle analisi condotte su un campione prelevato dallo scarico maleodorante in località Molinetti ad Albiano Magra, nei giorni scorsi oggetto di un esposto/denuncia presentato dall'associazione Famiglie Esposti Amianto onlus, che ha sede a Santo Stefano Magra ed è presieduta da Pietro Serarcangeli.
Alcuni scatti fotografici inequivocabili testimoniavano la gravità della situazione e ora anche i risultati delle analisi non fanno altro che aumentare i timori nella popolazione di Albiano Magra, una parte della quale si è riunita lunedì sera, presso la sede della Croce Rossa ad Albiano Magra, per valutare le prossime mosse da effettuare nella decennale battaglia contro la ditta Costa Mauro, battaglia che è diventata “senza quartiere” dopo il rogo del 4 ottobre scorso. E proprio lunedì sera sono stati forniti i risultati allarmanti delle analisi sullo scarico maleodorante, in merito al quale parrebbe non vi siano dubbi che provenga dalla zona industriale di Albiano Magra e sfiori, nel suo percorso, i pozzi di captazione dell'acqua potabile. Zona industriale dove, è bene sottolinearlo, non c'è soltanto la ditta Costa, ma vi sono anche la ex Signani e altre attività produttive. Non è accertato da dove provenga quello sversamento ma, inevitabilmente, dopo la lettura dei dati sulle analisi dello scarico maleodorante, l'attenzione delle decine di persone presenti all’assemblea della scorsa sera si è focalizzata sulla ditta Costa. Sono stati i due leader della protesta, Roberto Cipriani e Walter Moretti, a introdurre il tema che tiene da mesi sulle spine le istituzioni, vista la lotta implacabile degli albianesi anti Costa, fatta di ben 54 manifestazioni dal 4 ottobre scorso ad oggi.
Lotta che li ha condotti ad essere presenti in massa alle ultime due sedute del consiglio comunale aullese, dove hanno rumoreggiato e non poco, con il risultato che la tensione si tagliava con il coltello e alcuni uomini con la divisa dei Carabinieri intervenivano per calmare gli animi nei momenti più caldi. Sarà così anche domani, alle ore 18, quando il consiglio comunale tornerà nuovamente a riunirsi? Gli anti Costa non hanno ancora deciso quale strategia adottare, anche perché, dopo la bagarre esplosa negli ultimi due consigli comunali, i leader della mobilitazione sono stati convocati dai carabinieri di Pontremoli e Aulla, poiché fra i manifestanti presenti nei consigli comunali c'erano anche alcuni bambini e i loro genitori potrebbero andare incontro a guai seri se la situazione dovesse degenerare. Inoltre, in base alla legge, il consiglio comunale è un pubblico servizio e non può essere interrotto. Però, pur non avendo ancora deciso, gli albianesi anti Costa adotteranno una linea più morbida nel caso in cui entro domani venga fissato un incontro pubblico, possibilmente ad Albiano Magra, con il sindaco di Aulla, Silvia Magnani: in caso contrario, invece, potrebbero ripetersi le medesime scene degli ultimi due consigli comunali.
Di sicuro, almeno questa è l'opinione di Cipriani e Moretti, il momento è cruciale e il primo cittadino aullese ha in mano il bandolo della matassa, visto che è il Comune di Aulla a doversi pronunciare sulla compatibilità urbanistica ed edilizia della ditta Costa, che è sprovvista dell'agibilità per il capannone A, quello andato a fuoco domenica 4 ottobre dello scorso anno.
Gianluca Uberti
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