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Oltre 50mila euro di reddito ma vivono in case popolari
Il Comune scova 68 famiglie senza requisiti che occupano alloggi dell’Erp però non riesce a sfrattarle. E 10 abusivi frenano i lavori di ristrutturazione
MASSA. Hanno la casa popolare, ma anche con un reddito (lordo) superiore a 50 mila euro l'anno. Non si tratta, certamente, di famiglie ricche, anche perché se lo fossero, probabilmente, non sceglierebbero di vivere in un alloggio Erp. Ma sicuramente siamo di fronte a famiglie non indigenti, appartenenti al ceto medio, gente che potrebbe permettersi un'altra soluzione abitativa, lasciando il posto a chi, oggi, ha realmente bisogno di un alloggio popolare. E, comunque, nuclei famigliari che, per legge, non hanno i requisiti per godere degli affitti super-economici dell’edilizia popolare.
Il caso spinoso è tutto sulle spalle del comune di Massa che conosce a perfezione le 68 famiglie che, secondo gli ultimi dati forniti dall'assessore al sociale Alessandro Balloni, vivono in un alloggio popolare, nonostante il loro reddito superi i 50 mila euro l'anno. Dunque senza averne diritto. Nell'ultimo mese, secondo quanto spiegato da Balloni, alcune di queste famiglie avrebbero chiesto di poter rivedere la loro posizione all'interno della casa Erp e si sta vagliando con gli uffici la possibilità di far rientrare alcuni casi tra gli aventi diritto, ma i conti sono lunghi e complessi e comunque la situazione cambia di poco.
Il limite di reddito per poter accedere al bando comunale e fare richiesta di un alloggio popolare è fissato a 16 mila euro, calcolato come reddito complessivo del nucleo familiare. Va da sé che, con un reddito superiore a 50 mila euro, la casa popolare non potresti occuparla. Come è possibile? Per lo più si tratta di figli che hanno sempre vissuto con i genitori in quell'alloggio e che ne risultano residenti e che, alla morte del parente, hanno continuato a starvi dentro; oppure si tratta di persone che hanno modificato nel tempo la loro condizione economica, ma che non hanno pensato a dichiaralo agli uffici; infine ci sono anche casi di intestatari che figurano come aventi diritto, quindi sotto i 16 mila euro richiesti dal bando, ma che poi vivono con altri componenti famigliari il cui reddito non è stato mai comunicato agli uffici e che invece, da regolamento, deve poter risultare cumulabile, per ottenere l'alloggio.
Il comune e l’Erp (ente di Edilizia residenziale pubblica) negli anni, hanno inviato decine di lettere di sollecito, a seguito di segnalazioni e denunce pervenute agli uffici, perché, si sa, se qualcuno occupa un alloggio popolare senza averne diritto, con centinaia di persone fuori che aspettano in regola, non gli si fa passare liscia. I solleciti e le ingiunzioni di sfratto, però, non hanno portato a nulla, perché non è facile buttar fuori famiglie dagli alloggi popolari, soprattutto perché, nella stragrande maggioranza dei casi, sono subentrati minori, o si presentano casi di disabilità.
Ai 68 più o meno benestanti che vivono beatamente a spese del comune in una casa Erp, si aggiungono poi i 10 occupanti abusivi di altrettanti appartamenti che, a regola, non sarebbero stati ancora pronti per l'uso. Dieci appartamenti, specifica sempre Balloni, che Erp stava ristrutturando, a cui mancavano gli allacci di gas e acqua, ad esempio, o che non presentavano ancora le caratteristiche di sicurezza necessarie per essere abitati. Quando si ha bisogno di un tetto sulla testa, però, poco importa vivere al buio o senza corrente: così alcune alloggi popolari sono stati occupati abusivamente da famiglie con minori e Erp non ha potuto più provvedere alla loro ristrutturazione, facendoli risultare di fatto esclusi dal parco case a disposizione del comune per gli aventi diritto in graduatoria.
Intanto lunedì uscirà l'ultima graduatoria dei residenti massesi risultati idonei alla richiesta di un alloggio popolare. Le domande sono state 424. Al momento, pare, ci siano pochissime possibilità di ricevere un alloggio, anche per i primi in classifica, perché quelli a disposizione si contano nemmeno sulle dita di una mano.
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