Guerra dei gavettoni, assolti: il ragazzino non fu picchiato
Sotto accusa erano finiti padre e figlio, ottici ad Avenza Il giudice del tribunale ha creduto alla loro versione
CARRARA. Una giornata di festa, il Ferragosto, finita male per la pessima abitudine di trasformare le spiagge in un campo “di battaglia”, con centinaia di ragazzini che in gruppo fanno i classici “gavettoni”. Ma qualcosa è andato storto, nel 2011: e così dal presunto divertimento l’episodio è finito in tribunale, perché un ragazzino, all’epoca non ancora quattordicenne, secondo l’accusa sarebbe stato picchiato da due cittadini, titolari di un negozio di ottica ad Avenza, Giuseppe Stancati e Antonio, il figlio; all’epoca dei fatti avevano 70 e 40 anni. Entrambi erano stati imputati di aver provocato gravi lesioni a carico del minore, che si era anche costituito parte civile al pari dei suoi genitori.
Il processo è andato avanti per varie udienze, di fronte al giudice monocratico Alessandro Trinci; vari i testimoni a favore del ragazzino, i quali hanno sostenuto che il loro amico era stato picchiato pur non avendo partecipato al lancio dei gavettoni, e aveva avuto calci e pugni che gli avrebbero provocato lesioni alla spalla tali per le quali aveva dovuto interrompere l'attività di basket con prognosi di 21 giorni.
Completamente diversa la ricostruzione della difesa e che ha convinto il giudice, tanto da mandare assolti i due imputati per non aver commesso il fatto. Padre e figlio, con altri congiunti, erano in un noto bagno di Marina di Massa; quando arrivarono i ragazzini, bagnando da capo a piedi il signor Giuseppe, l’ottico avrebbe detto di andare dai loro coetanei, ma i ragazzini gli avrebbero risposto a male parole; in seguito ritornarono alla carica. Il ragazzino che sosteneva di essere stato picchiato si sarebbe avvicinato all’ottico, ma finiva spintonato e poi bloccato a terra dal figlio. Dopo poco tornò insieme ai genitori. La cosa sembrava finita lì, ma una querela di parte e un certificato medico avevano aperto il procedimento.Il pm aveva chiesto tre anni e tre mesi per entrambi gli accusati per lesioni gravi, ingiurie e minacce, ma, difesi dall’avvocato Rinaldo Reboa, sono stati assolti da tutti i capi di imputazione; respinte ovviamente anche le richieste della parte civile (10mila e 7mila euro).
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