Il Tirreno

Una banda di trasfertisti i rapinatori delle farmacie

Una banda di trasfertisti i rapinatori delle farmacie

È l’ipotesi delle forze dell’ordine che stanno visionando i filmati dell’ultimo colpo Tanti i punti in comune con le tre azioni. Probabilmente si tratta di tre malviventi

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MASSA. Tre rapine in dieci giorni, tutte ai danni di farmacie e tutte messe a segno alle 18. Una sola differenza: la prima volta i malviventi erano due, le altre invece il protagonista è stato un bandito solitario. Altro punto in comune l’accento campano, sentito in maniera distinta da chi ha assistito alla scena. Infine le pistole, forse giocattolo, puntate con determinazione contro i medici che si trovavano dietro al bancone per farsi consegnare i soldi. Complessivamente il bottino non raggiunge i quattromila euro. L’ipotesi delle forze dell’ordine è che si tratti di una banda di trasfertisti, composta da almeno due persone ma molto più probabilmente da tre. La prima volta hanno agito in due per coprirsi la fuga, le altre no dato che non c’era bisogno di complici. Non è da escludere però che qualcuno abbia atteso in macchina col motore acceso per volatilizzarsi all’istante una volta raccolti i rapinatori che scappavano a piedi.

Nella prima rapina le telecamere non c’erano e quindi non ci sono elementi per fare raffronti con gli altri due colpi; i filmati ci sono per la rapina di piazza De Gasperi: si vede il malvivente con un giubbotto di colore scuro che si apposta davanti alla farmacia per qualche minuto e poi va via a piedi. Non ci sono complici che lo aspettano, questo però non esclude che qualcuno potesse esserci ma lontano dagli occhi elettronici disseminati nei pressi del tribunale. Anche per il colpo avvenuto venerdì pomeriggio nella farmacia Vinciguerra, in via Ghirlanda, ci sono dei filmati. Ma dopo una prima visione veloce non sembrano esserci dei fermo immagine che possano permettere di individuare il malvivente. L’uomo è entrato come un cliente normale. Mani in tasca e tranquillo: il volto nascosto sotto il berretto e la sciarpa tirata su fin sopra al naso. Gli stessi accessori usati per gli altri colpi, su questo non c’è dubbio. Una volta dentro ha tirato fuori la pistola, l’ha puntata dritto al farmacista e ha detto, quasi sottovoce, con un accento che era campano: «Tranquilli, non vi succede niente. Datemi tutti i soldi. Voi avete l’assicurazione e io ho una famiglia da mantenere». E poi via, se n’è andato a piedi con i soldi in tasca: tremila euro.

Se si tratta di trasfertisti - come ipotizzano gli inquirenti - hanno già fatto perdere le loro tracce e si sono spostati in un’altra città.

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di Redazione web