Legionella all’asilo nido di Ortola «Vietato usare l’acqua calda»
Il provvedimento è stato emesso in seguito alle analisi affidate dal Comune a un laboratorio privato Asl rassicura: «Nessun rischio per i bimbi». L’assessore Sdoga: «Già dato mandato per sanificazione»
MASSA. «Vietato usare l’acqua calda». È il divieto imposto al nido di Ortola a causa della presenza nell’acqua della legionella, un batterio che può provocare due malattie: la febbre di Pontiac, molto simile a un’influenza (e quindi raramente identificata), o la polmonite, con febbre, tosse, dolori muscolari e in alcuni casi anche difficoltà respiratorie. Ma non sarà il caso dei piccoli che frequentano la scuola di Ortola perché, come spiega l’assessore all’istruzione, Silvana Sdoga, «la situazione non è grave e assolutamente sotto controllo».
Anzitutto, come spiegano dall’Asl, il batterio è presente ma «in piccolissime quantità».
La legionella inoltre non si trasmette da una persona ammalata a un’altra, né bevendo acque che la contengono. La trasmissione avviene per via aerea, inalando particelle di acqua aerosolizzata (sotto forma di vapore), come avviene durante la doccia o in ambienti climatizzati. Questo perché, come spiega la dottoressa Rosa Maria Luzzoli, dirigente medico di igiene pubblica, «il batterio si sviluppa da 25 a 45 gradi. Il massimo dello sviluppo lo ottiene a 36 gradi».
Con l’acqua fredda quindi non si corre alcun rischio. E nemmeno con l’acqua bollente, perché dopo i 50 gradi il batterio muore.
L’acqua della scuola può quindi essere utilizzata sia per cucinare sia per bere. L’unico rischio (stiamo comunque parlando di livelli molto bassi) sarebbe con la doccia. Da qui il divieto di usare acqua calda.
«Anche in questo caso - continua la dottoressa Luzzoli - non tutti si ammalerebbero. Si ammalano solo i soggetti con il sistema immunitario depresso, perché magari quella persona ha fatto la chemio o altre terapie».
Un divieto cautelativo quindi. «I bimbi non corrono nessuno rischio», fa sapere l’Asl.
Tutto è partito dai controlli che il Comune ha deciso di fare nelle scuole del territorio. «Non siamo partiti da nessuna segnalazione - chiarisce l’assessore Sdoga - ma dalla volontà di rendere le nostre scuole veramente sicure. Anche forse in seguito al caso della Don Milani (dove era stata trovata la legionella nelle docce della palestra, ndr) abbiamo deciso di portare avanti questi controlli». Le analisi sono state affidate a una ditta privata e poi passate, per un consulto, all’Asl apuana. «Il Comune ci ha chiesto come intervenire - spiega ancora la dottoressa Luzzoli- e abbiamo consigliato questo provvedimento che però è solo cautelativo». Il Comune di Massa - fa sapere poi l’assessore Sdoga - ha dato già mandato per la sanificazione e in pochi giorni tutto tornerà alla normalità.
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