Il Tirreno

Tradito dalla felpa rossa Condannato rapinatore

Tradito dalla felpa rossa Condannato rapinatore

Stava tentando di convincere il giudice che non era lui quello ripreso nel filmato Ma il magistrato lo ha riconosciuto perché indossava lo stesso indumento

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Si è presentato davanti al giudice con la stessa felpa rossa con cui aveva fatto la rapina e anche se prima ha tentato di negare di essere stato lui, poi è stato costretto a confessare. È stato condannato a tre anni e quattro mesi con il rito immediato per aver rapinato una farmacia di Massa nello scorso dicembre e per aver, prima di mettere a segno quel colpo che gli aveva fruttato cinquecento euro, tentato di rapinare una lucciola a Marina di Massa. Alla donna, una romena trentenne, aveva puntato il taglierino alla gola e minacciando di ucciderla l’aveva costretta a seguirlo fino al più vicino bancomat per farle fare un prelievo. Non c’era riuscito perché la giovane, sotto choc, si era dimenticata il codice; eppoi perché nel frattempo era arrivato un uomo che voleva servirsi dello sportello automatico.

Andrea Marzi, questo il nome dell’imputato, allora era stato costretto a cambiare obiettivo e si era diretto verso una farmacia. Anche qui con il taglierino in mano, e con un cappellino in testa e un foulard davanti alla bocca per non farsi riconoscere, era entrato e lo aveva puntato alla dottoressa che era di turno. E si era fatto aprire la cassa prendendo banconote per 500 euro. Poi era fuggito, ma aveva fatto poca strada perché una volante della polizia lo aveva trovato sempre a Marina in compagnia di un extracomunitario, probabilmente uno spacciatore. Quando Marzi è stato ammanettato è stato colto da malore ed è stato ricoverato in ospedale, dove gli hanno trovato una percentuale elevata di cocaina nel sangue.

Davanti al giudice Ermanno De Mattia, con il rito immediato, l’imputato, difeso dall’avvocato Riccardo Balatri, in un primo momento ha tentato di negare ogni responsabilità, ma c’era un video girato dalle telecamere di videosorveglianza che lo inchiodava. Anche perché, particolare che rende tragicomica la vicenda, per l’udienza definitiva aveva indossato la stessa felpa che aveva quando ha compiuto la rapina. Ed è stato lo stesso giudice De Mattia a riconoscerlo come la stessa persona che si vedeva nelle immagini. Il pubblico ministero aveva chiesto sei anni, pur concedendo le attenuanti per il comportamento collaborativo tenuto in aula. Il giudice ha deciso per una condanna a tre anni e quattro mesi (Marzi è ancora recluso nel carcere di Massa), l’avvocato Balatri invece aspetta le motivazioni per fare ricorso e spuntare uno sconto di pena. Ma certo quella felpa è un macigno difficile da spostare anche in appello.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino