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Authority, Messineo favorito per guidare Spezia-Carrara

Authority, Messineo favorito per guidare Spezia-Carrara

La sua nomina sarebbe vista come una compensazione per lo scalo di Marina che perde l’autonomia. Ma lui dice: «Solo voci, i giochi sono ancora da fare»

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CARRARA. Quindici porti in cerca di presidente. La riforma del sistema portuale voluta da Renzi e firmata Delrio non è ancora operativa, ma la corsa alle poltrone di comando dell’Autorità portuali, ora più grandi e più importanti” per gli effetti degli accorpamenti voluti dalla riforma, è già iniziata. E alla corsa alla presidenza partecipa anche Francesco Missione, attuale presidente della Autorità portuale di Marina di Carrara, ente che sarà accordato a quello della Spezia.

Le voci che girano in banchina, ma meglio sarebbe dire nei corridoi della politica romana e delle lobby legate ai traffici portuali, dicono che Messineo è in corsa per assumere il comando della Autorità della Spezia e Marina di Carrara. Una nomina in qualche misura considerata “logica”: la scelta di Messineo avrebbe un valore di compensazione per Carrara. La cittadina apuana perde l’autonomia della gestione del porto, ma viene “risarcita” assegnando la presidenza dell’Autorità portuale accorpata della Spezia a un carrarese. Che poi di Carrara non è (anche se ci abita), non è neanche toscano (è di Salerno), e che tuttavia dal 2012 è a Marina, è stato scelto dalla Regione Toscana e dai sindaci della provincia e si può dire dunque toscano e carrarino di adozione.

Secondo il Secolo XIX Messineo è al momento il candidato numero uno a prendere il comando dell’Autorità portuale della Spezia, oggi timonata da Lorenzo Forcieri, ex sindaco della Spezia, ex sottosegretario alla Difesa, e dato come possibile prossimo candidato del Pd alla carica di sindaco della Spezia. L’interessato, però, frena, minimizza, avverte: sono solo chiacchiere, i giochi sono tutti da fare. «Beh, mi fa piacere che si dica che io sarò il prossimo presidente della Autorità portuale. Però non so da dove si ricavi questa ipotesi, visto che la riforma non è ancora stata completata e che di nomi e caselle da occupare ancora non si parla», dice.

In effetti, la nuova geografia del sistema portuale italiano è sì già delineata e decisa a livello politico, ma non ancora “formalizzata”. Si attende ancora il parere obbligatorio del Consiglio di Stato sulla bozza approvata dalla Conferenza Stato-Regione a cui dovrà seguire il passaggio nelle commissioni parlamentari del decreto. In altre parole: ci vorranno, come minimo ancora mesi, dai tre ai sei mesi. «E nel frattempo, questo lo hanno detto chiaro fonti ministeriali – dice ancora Messineo – di nomine non si parla. La parola d’ordine a Roma è: prima la roforma e poi i nomi». Nomi che saranno fatti dal ministro dei Trasporti e Infrastrutture, sentiti i presidenti delle Regioni interessate (nel caso Liguria e Toscana), mentre prima erano gli enti locali a indicare una terna di nomi su cui poi sceglievano ministro e Regioni. Tradotto: la partita si gioca fra Delrio, Rossi e Toti.

Se non si sbilancia sulla nomina, Messineo, tuttavia, già traccia il percorso futuro. «Il rischio di marginalizzazione del porto di Marina di Carrara (temuto da molti) non ci sarà. No, il problema vero non è quello. Piuttosto, ci sarà da lavorare molto dal punto di vista tecnico e amministrativo per seguire le indicazioni che ci arriveranno da governo e Regione, occorrerà armonizzare le normative che oggi fanno a capo a due Regioni diverse e possono avere punti su cui è necessaria un’integrazione. Un lavoro necessario per garantire continuità nella gestione dei porti».

Chi poi farà questo “lavoro” è ancora tutto da vedere, ripete Messineo. Ma che arà lui il “predestinato” non è un azzardo prevederlo.(c.f.)

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