Il Tirreno

«Quel corteo è una messa in scena» Il duro attacco di Cna ai sindacati

«Quel corteo è una messa in scena» Il duro attacco di Cna ai sindacati

La Cgil protesta contro l’apertura del Carrefour il primo maggio e si presenta con una bara Paolo Ciotti: c’erano altri negozi aperti in città. Il punto vendita: lavorato come tutte le domeniche

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MASSA. Da una parte ci sono i sindacati che esultano per il successo del loro sciopero e del corteo (della Cgil) che ha preso vita nel cuore del “capitalismo”: il centro commerciale Mare Monti, il Carrefour, reo quest’ultimo - secondo le organizzazione sindacali - di aver profanato la festa dei lavoratori. Dall’altra Paolo Ciotti, direttore di Cna Massa Carrara, che invece prende le distanze dai sindacati e li attacca. «Non condivido - dice - la rappresentanza teatrale della bara e la relativa messa in scena. Diciamo che non condivido le scelte del sindacato degli ultimi 15 anni».

Il riferimento è alla manifestazione che ha preso vita il primo maggio davanti (e dentro) al punto vendita di Massa della catena francese. I sindacati lo avevano annunciato e lo hanno fatto: si sono presentati, in tanti, con bandiere rosse, slogan, striscioni e una bara. Per dire che tenere aperto il primo maggio è sbagliato, che una festa così non va toccata. E allora il corteo di protesta nella pancia del centro commerciale si è trasformato in un “corteo funebre”, per la morte - dicono le organizzazioni sindacali - del lavoro.

«È stata un’iniziativa molto partecipata - ha detto il segretario provinciale Cgil di Massa, Paolo Gozzani - perché non è ammissibile che il lavoro non si fermi neppure in una giornata importante come quella della festa dei lavoratori che merita rispetto e memoria».

Una manifestazione sbagliata secondo il direttore di Cna. «Oggi(domenica per chi legge, ndr) - commenta Ciotti - diverse attività erano aperte e con esse titolari e dipendenti a lavorare, non c’era solo il Carrefour. Basti pensare al Penny Market, alla Imm che aveva la fiera della Tuttocasa o alla diverse pasticcerie in cui moti stamani hanno fatto colazione o hanno comprato le paste».

Tutto, lo ricordiamo, parte dal decreto “Salva Italia” del 2012 che ha introdotto la liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi (a piacere dell’imprenditore). A Massa, all’epoca, si arrivò a un compromesso, un accordo “tra gentiluomini”, in cui venivano fissate almeno cinque chiusure all’anno: il primo dell’anno, Pasqua, il primo maggio, Natale e Santo Stefano. Quest’anno il Carrefour ha deciso di tenere aperto anche per la festa dei lavoratori, «ma solo - fa sapere il direttore del punto vendita a Massa, Federico Lenzi - perché cadeva di domenica e non potevamo tenere chiuso una domenica. Era logico tenere aperto». Il prossimo anno non è detto, insomma, che venga replicato. Anche se l’incasso, domenica, c’è stato. «È stato un giorno come una qualsiasi domenica - continua Lenzi - La gente è venuta dalla mattina alla sera. Il prossimo anno - continua - se non cade di domenica valuteremo cosa fare».

(mc)

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