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«Dalle mie finestre entravano macerie È stato un incubo»

«Dalle mie finestre entravano macerie È stato un incubo»

Parla una delle testimoni: «Ho salvato la mia nipotina» Medicate anche una donna e la sua bimba: stanno bene

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AGNINO. «Abbiamo sentito un botto incredibile e poi i rumori dei detriti che venivano giù, sembrava la fine del mondo perché dalla nostra finestra ha cominciato a entrare di tutto. A quel punto ho preso mia nipote e l’ho portata in strada». È il racconto fatto da Sonia Santini, uno dei testimoni dell’incredibile esplosione che ha squarciato il giorno del Primo maggio nel piccolo borgo di Agnino. La donna parla in evidente stato di choc e finisce le frasi asciugandosi gli occhi. Del resto quello che si vede intorno a lei sembra il risultato di una bomba, o di un terremoto. Immagine di una devastazione che impressiona. Oltre ai due feriti finiti a Cisanello - Giancarlo Dainese, 55 anni, ex artigiano, originario di Garlasco in provincia di Pavia, e Alessio Paolini, 38 anni di Agnino - ci sono una donna sulla trentina e la sua bimba di quattro anni che hanno dovuto ricorrere alle cure del medico. Niente di grave, però: schegge di vetri che le hanno colpite e tagliate in alcuni punti del corpo. Ma sono state medicate sul posto e non hanno più avuto bisogno di nient’altro.

Sono i carabinieri della stazione di Fivizzano che si stanno occupando dell’inchiesta. I vigili del fuoco hanno già terminato la loro relazione, tutto è partito da una bombola del gas che aveva una perdita. Dainese non si è accorto di quello che stava accadendo, mentre i suoi vicini sentito l’odore hanno tentato di avvertirlo perché era qualche ora che erano preoccupati. A quanto è stato ricostruito è stato proprio la scintilla del campanello dell’abitazione venuta giù a provocare il disastro. Ma qui servirà una perizia più approfondita. E proprio per questo è stato messo sotto sequestro buona parte dell’abitato che è stata interessata dallo scoppio. La procura deciderà se serve il parere di un perito oppure se basta il lavoro effettuato dai vigili del fuoco.

A proposito dei pompieri va detto che domenica hanno lavorato fino a tarda sera per mettere in sicurezza quello che era rimasto in piedi dopo l’esplosione. E anche perché fino a che non sono state tolte le macerie c’era il timore che altre persone potessero essere rimaste lì sotto. Invece per fortuna non c’era nessuno. Nemmeno quel cane che un sisgnore aveva detto di aver visto passare sotto l’immobile crollato un attimo prima del pandemonio. L’animale probabilmente è fuggito per lo spavento e non è più tornato.

Tutto il borgo ha partecipato ai soccorsi, soprattutto le persone che erano nel bar e aspettavano l’ora di cena giocando a carte e bevendo un aperitivo. Tra di loro anche l’uomo che ha tirato fuori dalle macerie Paolini. Ma anche altri si sono dati da fare: «È stata una tragedia, ma almeno nessuno ci ha rimesso la vita».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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