Il presidio
I “no forno” vanno dal sindaco
I residenti del Marasio continiano la battaglia: pronta una petizione
CARRARA. Nonostante la bocciatura del ricorso al Tar sulla gara di appalto, che avrebbe potuto "ostacolare" i lavori, i "no forno" del Marasio non rinunciano alla battaglia contro l'impianto di cremazione: in programma c'è un incontro con il sindaco, una petizione e un nuovo nome per il comitato. Hanno deciso di ribattezzarsi "Comitato salute pubblica" per sottolineare che la loro battaglia non nasce affatto da un attacco di sindrome nimby (acronimo di "not in my back yard", in italiano "non nel mio cortile") ma al contrario trae le sue ragioni da una reale preoccupazione per l'impatto ambientale dell'opera. I "no forno" tornano all'attacco del progetto targato Amia e Apuafarma per la costruzione di un impianto di cremazione nell'area cimiteriale di Turigliano e lo fanno lanciando una raccolta firme, in vista dell'incontro fissato per la prossima settimana con il sindaco Zubbani. Se qualcuno aveva sperato che la bocciatura del ricorso al Tar sulla gara di appalto scoraggiasse il comitato, si è sbagliato di grosso: certo, un intoppo sulle procedure di appalto avrebbe giocato a favore dei residenti, concedendo loro tempo per affilare le armi e organizzare al meglio le loro iniziative. Così però non è stato eppure i residenti del Marasio non hanno alcuna intenzione di deporre l'ascia di guerra. Strappato un appuntamento al sindaco il comitato salute pubblica" ha lanciato una raccolta firme: mentre uno staff di legali sta cercando dei possibili cavilli per far saltare il progetto, preso atto che impedire la costruzione dell'impianto a oggi è quasi impossibile, per i questi cittadini l'obiettivo più realistico è provare a fare in modo che l'utilizzo del forno crematorio sia limitato ai residenti del territorio, onde evitare il "potenziamento" dell'impianto (peraltro già previsto nel progetto) e la conseguente intensificazione dell'attività che, dicono dal Marasio, rischia di far impennare emissioni e ricadute ambientali. Ma a tenere in apprensione questo il comitato sono anche i tanti dubbi sulla capacità di Apuafarma di gestire correttamente il forno crematorio: nel corso delle varie riunioni, molti residenti hanno manifestato sfiducia nei confronti della partecipata, appesantita dai noti problemi di bilancio, sollevando il timore che per esigenze di cassa venga trascurata la manutenzione dell'impianto. Stessa sfiducia, verrebbe da dire, anche per i vari enti deputati ai controlli, dalla Asl al municipio: di qui la richiesta del Comitato di partecipare attivamente alla gestione del forno crematorio, attraverso alcuni cittadini che per formazione professionale si sono candidati a collaborare.(c.ch.)
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