Meteo
Gestione unica dei rifiuti: M5S boccia il piano
CARRARA. Gestione unica ciclo dei rifiuti: secco no del Movimento 5 Stelle. Si avvicina mercoledì, giorno in cui in consiglio comunale si parlerà del progetto di scissione parziale di Amia Spa, e i...
CARRARA. Gestione unica ciclo dei rifiuti: secco no del Movimento 5 Stelle. Si avvicina mercoledì, giorno in cui in consiglio comunale si parlerà del progetto di scissione parziale di Amia Spa, e i pentastellati rimarcano la loro posizione sulla questione rifiuti. Tutte le società per il ciclo dei rifiuti delle province dell'Ato Costa – Massa Carrara, Lucca, Livorno e Pisa – confluiranno prossimamente, infatti, in unico gestore: RetiAmbiente S.p.A., società partecipata. Sorte che toccherà, quindi, anche alla società carrarese Amia. E i cinquestelle proprio non ci stanno e mettono in guardia i cittadini: «Quello che avete visto con Gaia – ha puntualizzato Matteo Martinelli (M5S) – a confronto sarà niente». Molti i dubbi espressi dai grillini, a cominciare dai compiti che avrà la futura società unica. «Una follia – ha commentato Martinelli – dal punto di vista operativo, intanto, quella di tentare di mettere un unico soggetto sia per la raccolta sia per lo smaltimento. E' evidente che questi siano interessi contrapposti: da una parte l'investimento per bruciare i rifiuti, dall'altra la raccolta differenziata. Secondo noi bisognerebbe puntare sulla raccolta differenziata, essendo più ecologica e più economica». «Nel sud della Toscana – ha continuato – inoltre, questo sistema ha portato un peggioramento dei servizi concomitante ad un aumento dei prezzi. Lo stesso Antitrust ha evidenziato delle criticità, tra cui la centralizzazione in un unico gestore e l'eccessiva durata dell'affidamento». Dubbi sull'operazione che hanno riguardato poi alcune eventuali problematiche che si porranno per l'accorpamento dei dipendenti, dei dirigenti e anche per ciò che concerne i vari software di ogni società. Ma non finiscono qui, secondo i cinquestelle, le problematiche, anzi. Perché non sarà interamente pubblica la nuova società, ma «seguirà una gara – ha spiegato Martinelli – che porterà il 49% della società in mano ad un privato, per una concessione ventennale, e il restante 51% sarà quindi destinato a tutti i comuni. Per un business, questo, da 7 miliardi di euro circa». Una maggioranza fragile secondo i grillini che porterebbe sostanzialmente, contrariamente a quanto deciso nel referendum abrogativo del 2011 (sui servizi pubblici locali di rilevanza economica), nelle mani private un settore cruciale come quello della gestione dei rifiuti. Infine, a sollevare ulteriori proteste, c'è stata la perizia sul valore di Amia. «Secondo la perizia effettuata a proposito Amia vale attorno ai 490 mila euro. Un patrimonio sottostimato secondo noi. Proveremo – ha concluso Martinelli – a bloccare questa cosa in consiglio e dopo il 28 presenteremo un esposto alla Corte dei conti sulla perizia».
Luca Barbieri
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
