Il presidio
Erosione, l’incontro tra le università e i tecnici regionali
MASSA. Come fermare l’erosione? Se ne parlerà domani in Regione, quando i tecnici incontreranno il team composto da docenti e ricercatori dei dipartimenti di Scienze della terra e biologia di Pisa e...
MASSA. Come fermare l’erosione? Se ne parlerà domani in Regione, quando i tecnici incontreranno il team composto da docenti e ricercatori dei dipartimenti di Scienze della terra e biologia di Pisa e Firenze, e di Ingegneria dell’informazione e Scienze matematiche di Siena. Sono i promotori di un approccio multidisciplinare nello studio dell’erosione. Loro, che da tempo si battano insieme ai paladini Apuo-versiliasi, per il cambio di metodo, utilizzano un approccio olistico e non locale, definendo le scale minime necessarie di osservazione, a livello longitudinale dell’unità fisiografica, in cui il tratto di costa è inserito e dove sono confinati il trasporto e la rimobilizzazione del sedimento; e a livello trasversale, dove la scala minima inizia dai bacini di drenaggio dei fiumi che portano sedimento a mare e procede verso mare: la costa è la zona di passaggio tra il sistema monti-colline-pianure e il mare aperto.
Questo perché il “sistema costa” può essere realmente compreso solo se le conoscenze nei tre settori "bacino idrografico - costa - mare" avanzano di pari passo e si integrano, producendo i termini minimi di conoscenze imprescindibili per affrontare consapevolmente e valutare il fenomeno erosivo così come è, come pure il possibile incremento o spostamento del fenomeno erosivo a causa di nuove opere a mare come la costruzione o l'ampliamento di porti.
L’importante progetto, cui sono già stati interessati i comuni di Forte dei Marmi e di San Vincenzo, è stato proposto al presidente della Regione Enrico Rossi e oggi sarà appunto presentato ai tecnici. Per Orietta Colacicco, presidente dei Paladini Apuoversiliesi, «già nella sua complessità il progetto, di cui i Paladini con un’attività di sensibilizzazione si faranno promotori, dimostra quanto sia delicato e rilevante il problema erosivo e auspica che velocemente possa andare in porto con la condivisione e il sostegno del più alto numero di portatori di interesse: istituzioni, Comuni, enti, associazioni, realtà economiche e persone sia residenti che non residenti». E nel frattempo chiede di nuovo che siano bloccate tutte le opere a mare sino a che lo studio non sarà concluso.
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