Il presidio
Affluenza troppo bassa il “no” alle trivelle battuto dall’astensione
Alle 19 solo il 21,65% degli aventi diritto avevano votato E a Marina di Carrara è polemica per il trasloco dei seggi
CARRARA. Che anche in provincia il referendum non avrebbe sfondato il quorum si è capito sin dal mattino. Seggi vuoti, poche polemiche, prime percentuali di affluenza alla urne che nemmeno nel referendum del 2009 quando solo a capir i quesiti, quella volta, ci voleva l’interprete giudiziario: «abrogazione della possibilità di collegamento tra liste e di attribuzione del premio di maggioranza ad una coalizione di liste», «abrogazione della possibilità di collegamento tra liste e di attribuzione del premio di maggioranza ad una coalizione di liste» e via dicendo. Quella volta non andò a votare nemmeno il 24% degli aventi diritto. No, questa volta il quesito era, almeno apparentemente, piuttosto semplice: si chiedeva di decidere se voler abrogare una norma che attualmente permette di estendere le concessioni per estrarre gas o petrolio da piattaforme offshore entro le 12 miglia dalla costa, fino all’esaurimento del giacimento, oppure no. Una battaglia ambientalista, lanciata (prima volta in assoluto in Italia) che non riesce a sbancare. L’astensione vince, anche in provincia.
Alle 12 l’affluenza era ai minimi storici o giù di lì: solo il 7,10% degli aventi diritti avevano votato. Maglia nera a Fivizzano con affluenza ferma al 5,01%, seguita da Bagnone con il 5,38%, Zeri al 6,07%, Licciana con il 6,10%, Mulazzo 6,19% e Villafranca in Lunigiana con il 6,43%. E ancora, a salire: Pontremoli ferma al 6,61%, Casola in Lunigiana 6,67%, Montignoso 7,14%, Massa 7,24%, Podenzana 7,25%, Carrara 7,28%, Aulla 7,49%, Filattiera 7,98%, Tresana 8,21%, Fosdinovo8,27%, Comano 8,41%.
Certo la provincia era in lutto, per la tragedia avvenuta giovedì scorso alle cave, quando sono morti due operai della ditta Antonioli. Ma il trend non si discosta molto da quello nazionale. Anche se c’è chi fa notare che l’astensione, in una zona in particolare, è stata influenzata anche da una cattiva organizzazione dei seggi. Stiamo parlando della zona di Marina di Carrara: i seggi dal 48 alla 57, da sempre situati alla scuola Giromini, quest’anno hanno traslocato alla Taliercio per l’inagibilità di alcune aule nel primo istituto. Come fanno sapere dall’ufficio elettorale di Carrara, il Comune lo ha comunicato con 100 manifesti appesi il 6 aprile nella zona, sul sito web, nei giornali. Ma molti elettori, soprattutto i più anziani, non lo sapevano. Lo hanno scoperto una volta arrivati alla Giromini e visto la scuola chiusa. Così alcuni hanno rinunciato al voto. «Per chi non riusciva a camminare - informano ancora dall’ufficio elettorale - c’erano i mezzi della pubblica assistenza che accompagnavano gli elettori, anche se la distanza era di soli 500metri». Sta di fatto che la percentuale alle 19 in provincia era ferma al 21,65%, con Zeri in fondo dove l’affluenza si è fermata a poco più del 14%. Un po’ meglio è andata a Podenzana, Fosdinovo, Tresana e Filattiera che hanno superato il 23%. Carrara si è fermata al 22,17%, Massa al 2,23%. La vincitrice è l’astensione che in questo caso equivale a un no: no, non vogliamo abrogare la norma; sì le trivelle entro le 12miglia potranno continuare a succhiare petrolio.
Melania Carnevali
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