Il Tirreno

IL SOCCORSO AL TECCHIAIOLO

«Urlava, l’ho legato alla corda e salvato»

«Urlava, l’ho legato alla corda e salvato»

CARRARA. I tecchiaioli della cooperativa Apian hanno assistito all'incidente alla Cava Antonioli da una distanza di poco più di cento metri. E uno di loro ha aiutato i soccorritori a portare in salvo...

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CARRARA. I tecchiaioli della cooperativa Apian hanno assistito all'incidente alla Cava Antonioli da una distanza di poco più di cento metri. E uno di loro ha aiutato i soccorritori a portare in salvo il cavatore superstite, Giuseppe Alberti. «Prima di vederlo abbiamo sentito le sue grida... era cosciente e urlava ma la visuale era coperta dalla polvere che si è levata dopo la frana. Siamo subito corsi sul luogo dell'incidente ed è stato un attimo: mi sono calato, ho legato il cavatore superstite alla mia corda e l'abbiamo sollevato, consegnandolo ai soccorritori del 118. Degli altri due non c'era traccia... solo due corde che penzolavano vicino alla parete»: è un racconto tanto scarno quanto drammatico quello che un tecchiaiolo della cooperativa Apian fa dell'incidente accaduto ieri alla cava Antonioli nel bacino di Colonnata. Lui non vuole comparire nonostante abbia avuto un ruolo determinante nei soccorsi. Grazie alla sua esperienza di tecchiaiolo e al suo brevetto di soccorritore alpino ha contribuito a salvare la vita di Giuseppe Alberti, il cavatore sopravvissuto alla frana. La squadra della Apian stava lavorando su una parete lontana poco più di cento metri da quella dove si è staccata la bancata: «C'è stato un frastuono roboante e poi non abbiamo visto più nulla perché si è sollevato un gran polverone» racconta il tecchiaiolo. «Non riuscivo a vedere niente ma sentivo distintamente le grida del cavatore... poi quando la nube di polvere si è dissolta, abbiamo visto un uomo, appeso a mezz'altezza sulla parete». Alberti è rimasto a penzoloni, appeso alla sua corda che ha miracolosamente resistito alla frana: «Era a 30 metri di altezza dal piazzale e gridava, era cosciente» ricorda il tecchiaiolo che insieme ai suoi compagni ha subito raggiunto il luogo della tragedia e si è messo a disposizione dei soccorsi. La sua esperienza e il suo equipaggiamento sono stati fondamentali per recuperare il cavatore: è stato il tecchiaiolo a calarsi sulla parete franata fino a raggiungere Alberti e lo ha legato a sé. I due sono stati fatti risalire e subito dopo il cavatore, sotto shock ma vivo, è stato consegnato ai soccorritori e trasportato al Noa con il Pegaso. Degli altri due, purtroppo, nessuna traccia: «Non abbiamo visto nulla, solo due corde che penzolavano nel vuoto» ha concluso il tecchiaiolo.

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