Un ospedale di comunità nel futuro di Monterosso
La proposta dei sindacati: in città una struttura per la convalescenza post Noa Intanto a giorni dovrebbe partire il completamento della Rsa di Fossone
CARRARA. L'Ospedale per acuti sta rivoluzionando la sanità locale e l'accorciamento dei tempi di degenza impone il potenziamento di cure intermedie e un cambio di passo sulla realizzazione delle Case della Salute e delle Rsa. Appare evidente che la sanità territoriale non si è fatta trovare pronta e su questo c'è tanto lavoro da fare ma, guardando a un futuro nemmeno troppo lontano, perché non pensare alla creazione di un Ospedale di Comunità presso le palazzine di Monterosso? È questo in sintesi il messaggio che Cgil, Cisl e Uil hanno consegnato alla commissione Sanità del Comune di Carrara presieduta da Carlo Boni (Pd). Guerrino Baldi (Cisl), Francesco Paganini (Uil) e Ida Zanzanaini (Cgil) si sono presentati con un documento unitario - già sottoposto e "avvallato" dalla commissione Sanità del comune di Massa - che snocciola le criticità della sanità apuana "post Noa". I temi sono quelli che infiammano il dibattito cittadino sulla gestione dei servizi sanitari a iniziare dalla necessità di potenziare le cure intermedie, in modo da "garantire" la convalescenza dei pazienti dimessi dal Noa, dove le degenze sono necessariamente brevi. Si devono poi ultimare, in modo urgente, le Residenze Sanitarie per Anziani, sia quella di Massa sia quella prevista su Carrara: nella frazione di Fossone è ferma ormai da anni una struttura progettata e costruita a questo scopo e rimasta in standby. Secondo le informazioni dei sindacati, a giorni dovrebbe essere affidato l'incarico di direzione lavori per il completamento dello stabile anche se, dopo tanti annunci disattesi, né i rappresentanti dei lavoratori né i consiglieri comunali si sono concessi grandi festeggiamenti per un impegno tutto da verificare. Terza e ultima nota dolente il ritardo sulle Case della Salute programmate sul territorio carrese, dove si registra un paradosso: per quella di Avenza, dove è prevista un'importante opera di adeguamento sulla ex scuola media Leopardi, ci sono i soldi ma non il progetto mentre per quella di Carrara, che sorgerà al Civico, non sono ancora state stanziate le risorse per i lavori che pure dovrebbero essere decisamente meno impegnativi. Intanto però, al Civico, sono già state apposte le insegne, in un'operazione che il vicesindaco Fiorella Fambrini, presente alla seduta di commissione, ha definito «un affronto e un offesa», invitando tutte le istituzioni a fare sentire la propria voce, contro questi «pesanti ritardi». Ma se a detta di sindacati e politici la priorità adesso è monitorare il rispetto degli impegni previsti dal Pal e sbloccare i cantieri in ritardo, lanciando «un confronto periodico stringente sulla riorganizzazione del sistema sanitario con la conferenza dei sindaci e alla presenza dei sindacati» non si può non gettare uno sguardo anche all'immediato futuro. Di qui la richiesta di Cgil, Cisl e Uil di rivedere l'assegnazione delle quote ai comuni di costa per quanto riguarda l'assistenza agli anziani e la proposta di aprire sul territorio un "ospedale di comunità". Si tratta sostanzialmente di una struttura residenziale in grado di erogare assistenza sanitaria di breve durata che si rivolge a coloro che non hanno accesso alle cure intermedie ma che necessitano comunque della presenza costante di un medico. L'idea ha accolto il favore di tutta la commissione Sanità, con molti consiglieri pronti a ricordare che questa proposta era già stata ventilata anni fa, in concomitanza con l'avvio del dibattito sulla realizzazione di un ospedale per acuti, salvo poi essere accantonata. Oggi l'hanno "rispolverata" i sindacati, ipotizzando anche un sito per la collocazione della struttura. Quale? Ma ovviamente il polo sanitario di Carrara dove, tra Monoblocco e palazzine di Monterosso gli spazi certo non mancano. In entrambi i casi si tratterebbe non di costruire ma di adeguare strutture già esistenti, come il V e il VI piano dell'ex ospedale o la palazzina dell'Anatomia Patologica.
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