Droga e revolver sgominata banda Il covo in Candia
Arrestati dalla squadra mobile quattro massesi Spacciavano in provincia hashish, cocaina e eroina
MASSA. Circa venti chilogrammi di hashish, 400 grammi di cocaina, 40 di eroina, fucili e tre pistole rubate. È quello che gli agenti della squadra mobile di Massa hanno trovato in un appartamento appena fuori dal centro storico, nel Candia, durante un blitz messo in atto sabato scorso e che ha portato all’arresto di quattro uomini, tutti massesi e pregiudicati. Il “boss” della banda (o capofila come lo ha definito la Questura) Mirco Zaccagna, classe 1977, carrarese ma residente a Massa, nel mirino della squadra mobile da tempo. Gli altri tre nomi, invece, non sono ancora noti.
Quello nel Candia era il covo della banda dedita al narcotraffico: lì arrivava la droga, proveniente perlopiù dalla Lombardia, veniva tagliata, pesata, e poi rivenduta nel mercato provinciale. Lì si contavano i soldi e si facevano affari.
Ed erano mesi che gli uomini della Questura avevano gli occhi puntati su quella abitazione. Da quando, ai sospetti che i quattro non avessero mai smesso di spacciare (come detto, erano pregiudicati), si sono aggiunti gli esposti dei residenti che avevano notato movimenti strani.
Così sono iniziati gli appostamenti della squadra mobile, che si sono dotati anche di strumentazioni nuove: un drone e gli infrarossi. Con quelli controllavano come talpe i movimenti della banda, anche all’interno dell’abitazione. E lo hanno fatto per mesi, fino a quando le prove della loro attività illecita erano schiaccianti.
Una quindicina di agenti diretti da Antonio Corcione sono entrati in azione sabato sera, con il buio. Si sono prima appostati all’esterno: hanno aspettato, osservato. Poi hanno fatto irruzione, armi in pugno, lasciando spiazzati i quattro.
E dalla perquisizione è saltato fuori un micro-mondo di spaccio: hashish, cocaina, eroina. Bilancine, cellophane, centinaia di sacchettini di plastica già ritagliati e pronti per vendere la coca. E poi le armi: fucili, dichiarati e appartenenti al genitore di uno della banda, e tre pistole, revolver che risultano rubate.
Su questo sta indagando anche la polizia scientifica per verificare la provenienza delle armi e «il loro eventuale utilizzo - fa sapere il capo della squadra mobile, Antonio Corcione - in altri episodi delittuosi».
Nell’abitazione appena fuori dal centro sono state trovati anche 10 mila euro che, secondo la Questura, sono riconducibili tutti allo spaccio. Per questo sono stati sequestrati insieme alla droga e alle armi.
«Lo stupefacente - fa sapere ancora il capo della mobile - era di primissima qualità, pronto a essere messo nel mercato senza bisogno di trattamenti».
I quattro adesso sono detenuti nel carcere di Massa. A coordinare le indagini la Procura, con il sostituto procuratore Rossella Soffio.
Melania Carnevali
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
