Massa, fontane storiche, l’acqua non c’è più ma la sporcizia sì
Leoni rotti in piazza Aranci, vasca vuota in piazza Liberazione e in piazza Bad Kissingen è servito un intervento straordinario
MASSA. Ma queste fontane ci servono o non ci servono? Ci piacciono o non ci piacciono? Direbbe Carlo Verdone se venisse in visita a Massa e fosse ancora il protagonista del suo famoso film, “Gallo Cedrone”.
Ai cittadini massesi le loro fontane piacciono, questo è certo, e le vorrebbero veder zampillare copiosamente, come accade in tutte le civili città europee. Ma forse non ci servono, anzi, sicuramente non possono essere una priorità dell’amministrazione comunale, che in questi anni ha avuto a che fare con le alluvioni, il dissesto idrogeologico, i bilanci lacrime e sangue, i lavori pubblici ridotti all’osso, il regolamento urbanistico, atto necessario, che è costato, lo ricordiamo, 400 mila euro alla cittadinanza.
Dunque, le fontane non ci servono ed è per questo che sono rimaste a secco e sottoposte al degrado, l’incuria e l’inciviltà cittadina. Ne citiamo soltanto tre, le più belle, le più importanti, le più simboliche, quelle che stanno andando in malora: i Leoni di piazza Aranci, i putti di piazza Liberazione e i marmi di piazza Bad Kissingen. Purtroppo nessuna delle tre fontane gode oggi di buona salute.
In piazza Aranci, i quattro leoni sono presi d’assalto ogni pomeriggio e ogni sera da bambini e ragazzi che ci salgono sopra, cavalcano i felini, gettano la spazzatura nelle vasche e vandalizzano il monumento. L’ultimo episodio lo scorso weekend: il consigliere degli Arancioni Fabrizio Brizzi mostra, dispiaciuto, uno dei pezzi di marmo staccati da uno dei leoni, forse l’interno di un vascone, oppure ciò che rimaneva di una delle aquile strette tra le zampe di un leone. Dovrebbe uscire acqua da tutti e quattro i lati del monumento, ma soltanto due fontane ancora funzionano; peccato, però, che quell’acqua serva soltanto ad allagare le vasche, intasate da residui di cibo, lattine, mozziconi di sigarette, stracci di ogni genere.
Ci spostiamo in piazza Liberazione, meglio conosciuta come piazza dei culi (quelli dei quattro angioletti nudi che guardano al grande mondo di marmo, da cui dovrebbe uscire acqua); qui di acqua non se ne vede, perché si è rotto l’intero impianto idraulico che permetteva il riciclo dell’acqua e che, invece, adesso, se si mettesse in funzione, provocherebbe perdite indecenti e sprechi non sopportabili. Lavori previsti per 30.000 euro, soldi che il Comune attualmente non ha. Il problema non è soltanto di decoro urbano e di estetica, dicono anche gli esperti: senza acqua un monumento a fontana finisce per deteriorarsi.
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Infine piazza Bad Kissingen: biglietto da visita per i turisti di tutta Europa, vanto di tutti i sindaci che l’hanno pensata, voluta costruire e poi inaugurare. Lì non si vede acqua da anni e inoltre è diventata una sorta di discarica a cielo aperto. Nella vasca tra i marmi pregiati ci gettano la spazzatura ed è apparsa melma in varie parti del monumento.
In questi giorni il comune sta provvedendo ad un lavoro di manutenzione straordinaria che riguarda l’aspirazione di fanghi accumulatisi sul fondo della fontana, che non viene più ripulita da anni. A Pasqua l’intervento di pulizia lo hanno fatti, con guanti e scope, i militanti del movimento 5 Stelle. Durante l’amministrazione Pucci esisteva, infatti, una convenzione con due associazioni locali che, per 20.000 euro l’anno, si occupavano sia della manutenzione della parte idraulica (cambio dei filtri, pulizia del marmo) sia della pulizia esterna. La convenzione non fu più rinnovata dall'attuale amministrazione Volpi e oggi ci si avvale di interventi straordinari e sporadici che stanno facendo morire Bad Kissingen.
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