Donna si sente male, la ricoverano con un uomo
Al Noa di Massa la divisione dei reparti uomo donna non c’è più. L’Asl: abbiamo comunque rimediato all’inconveniente
MASSA. Stai male e devi ricoverarti: indubbiamente non è piacevole, lo è ancor meno, però, se non ti senti a tuo agio. Certo condividere una camera con una persona sconosciuta, è sempre imbarazzante, ma l’imbarazzo cresce se tu sei donna e, nel letto accanto a te, c’è un uomo: uno spazio ristretto, un bagno solo, esigenze diverse.
Eppure può capitare, certo è capitato ad una settantenne. Lunedì si sente male e viene ricoverata in area medica (polispecialistica): arriva in camera e scopre che un letto è occupato. Da un ragazzo. La donna spera che si tratti di una convivenza breve, che presto possa essere spostata di camera, invece i giorni passano e il disagio si protrae. Non si sente libera di mettersi comoda, di alzarsi, si imbarazza. E lo stesso disagio - è comprensibile - tocca al ragazzo: «Mi pare impensabile - è il commento di un’amica della paziente - che nella stessa camera siano ospitati un uomo e una donna. Certo la cosa non contribuisce alla serenità dei malati».
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Imbarazzante, ma impensabile purtroppo no. Perché nella nuova organizzazione ospedaliera per intensità i reparti non ci sono più: la divisione tra le degenze destinate agli uomini e quelle destinate alle donne è superata. Anche se medici e infermieri evitano la convivenza nella stessa camera tra uomo e donna e organizzano gli spazi in modo che la separazione tra sessi - seppur non istituzionalizzata - sia garantita. Ma non sempre riescono nell’obbiettivo. Questione di logistica, spiegano.
«Lunedì - chiarisce, infatti, l’ Asl - non è stato possibile fare diversamente. Ma oggi (leggi ieri) ci sono spazi disponibili, quindi provvederemo a spostare la paziente in un’altra camera» per sottrarla all’imbarazzo e garantirle un ricovero il più possibile sereno.
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