Il Tirreno

Sanità

Donna si sente male, la ricoverano con un uomo

di Chiara Sillicani
Donna si sente male, la ricoverano con un uomo

Al Noa di Massa la divisione dei reparti uomo donna non c’è più. L’Asl: abbiamo comunque rimediato all’inconveniente

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MASSA. Stai male e devi ricoverarti: indubbiamente non è piacevole, lo è ancor meno, però, se non ti senti a tuo agio. Certo condividere una camera con una persona sconosciuta, è sempre imbarazzante, ma l’imbarazzo cresce se tu sei donna e, nel letto accanto a te, c’è un uomo: uno spazio ristretto, un bagno solo, esigenze diverse.

Eppure può capitare, certo è capitato ad una settantenne. Lunedì si sente male e viene ricoverata in area medica (polispecialistica): arriva in camera e scopre che un letto è occupato. Da un ragazzo. La donna spera che si tratti di una convivenza breve, che presto possa essere spostata di camera, invece i giorni passano e il disagio si protrae. Non si sente libera di mettersi comoda, di alzarsi, si imbarazza. E lo stesso disagio - è comprensibile - tocca al ragazzo: «Mi pare impensabile - è il commento di un’amica della paziente - che nella stessa camera siano ospitati un uomo e una donna. Certo la cosa non contribuisce alla serenità dei malati».

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Imbarazzante, ma impensabile purtroppo no. Perché nella nuova organizzazione ospedaliera per intensità i reparti non ci sono più: la divisione tra le degenze destinate agli uomini e quelle destinate alle donne è superata. Anche se medici e infermieri evitano la convivenza nella stessa camera tra uomo e donna e organizzano gli spazi in modo che la separazione tra sessi - seppur non istituzionalizzata - sia garantita. Ma non sempre riescono nell’obbiettivo. Questione di logistica, spiegano.

«Lunedì - chiarisce, infatti, l’ Asl - non è stato possibile fare diversamente. Ma oggi (leggi ieri) ci sono spazi disponibili, quindi provvederemo a spostare la paziente in un’altra camera» per sottrarla all’imbarazzo e garantirle un ricovero il più possibile sereno.

 

 

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