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Caso Corini, l'infermiere di Cisanello: "Marzia ha detto che ha i soldi in banca"
Le intercettazioni che incastrano Fabio Giannelli, accusato concorso in omicidio aggravato e peculato. Il midazolam, il principio attivo del farmaco procurato alla ex collega e amica Marzia Corini, è stato sottratto dalla dotazione del reparto di rianimazione di Pisa
LA SPEZIA. Il suo nome dallo scorso sabato è iscritto nel registro degli indagati. Con dei capi d’accusa pesanti: concorso in omicidio aggravato e peculato. Fabio Giannelli, l’infermiere di 51 anni dell’ospedale di Cisanello, è stato tradito dall’amicizia e da midazolam, il principio attivo del farmaco procurato alla ex collega e amica Marzia Corini. Quel farmaco è stato utilizzato per la sedazione-killer dell’avvocato Marco Valerio Corini. E, secondo l’accusa, sottratto dalla dotazione del reparto di rianimazione di Pisa, con la conseguenza dell’accusa di peculato.
L’avviso di garanzia a Giannelli è stato notificato sabato 2 aprile, il giorno dopo il secondo interrogatorio di Marzia. In quella sede lei si era difesa sostenendo di aver sedato il fratello per lenirgli il dolore. Secondo i pm nelle fiale portato dall’amico infermiere di Cisanello c’era la sostanza letale erogata in dose massiccia, attorno alle 14,30 del 25 settembre, quando Marco, sotto morfina, era ormai sprofondato nel sonno. L’avvocato morì alle 19,30 per la crisi respiratoria «indotta», secondo l’accusa.
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Al centro della svolta delle indagini sono finite ancora una volta le intercettazioni di quelle telefonate che si susseguirono fra Marzia e Fabio Giannelli nei giorni che precedettero la morte dell’avvocato. «Stanotte ho sognato che compravamo una casina all’Elba sul mare»: questo nel gennaio scorso Giannelli confidava al fratello. Fin qui nulla di strano, ma il telefono dell’infermiere era sotto controllo e per gli inquirenti quel sogno della casa al mare era legato al denaro che attendeva proprio da Marzia Corini. «Marzia me l’ha ridetto. Gli è arrivata la lettere ufficiale che ha i soldi in banca.. ha detto quando vengo sistemiamo tutto».
Una conversazione, insieme a tutta la ricostruzione investigativa, che ha portato il nome di Fabio Giannelli nel registro degli indagati. Del resto l’infermiere era stato fra i primi ad essere sentito dai pm dopo la morte di Marco Valerio Corini. Era stato lui ad avvertire del fatto Marzia Corini. E a quel punto la dottoressa e amica aveva capito che il cerchio attorno a lei sis tava stringendo: «Sanno tutto… Isabò ci ha, mi ha denunciato per l’omicidio di mio fratello».
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