Il Tirreno

Massa, case popolari a rischio sismico: non ci sono i soldi per il nuovo palazzo

Manuela D’Angelo
Massa, case popolari a rischio sismico: non ci sono i soldi per il nuovo palazzo

Nessuna notizia per gli inquilini del vecchio edificio Erp in via Pisacane. Il finanziamento potrebbe arrivare in tranche e potrebbe saltare la demolizione

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MASSA. La commissione urbanistica del comune di Massa torna ad occuparsi di via Pisacane, dove sorge un complesso di edilizia popolare pericoloso, a rischio sismico, come dicono le ultime perizie e quindi non più abitabile per 50 famiglie e più di 100 persone. La necessità è quella di fare chiarezza, perché in via Pisacane non si dormono sonni tranquilli e si teme che un giorno qualcuno possa piangere l’inconcludenza delle varie istituzioni che si stanno occupando del caso.

Per fare il punto in commissione arriva anche il sindaco Alessandro Volpi a rispondere alle domande dei consiglieri. Che quelle palazzine vadano rase al suolo è ormai assodato: lo ha detto il comune di Massa, la Regione, l’Erp e numerose perizie tecniche. Il problema è che al momento non ci sono soluzioni immediate per le famiglie che rimarranno fuori casa. Tutto è fermo, tutto è nelle mani della Regione Toscana che, nel 2013, approvò e acconsentì a finanziare un progetto di abbattimento del vecchio e ricostruzione di due nuove palazzine, per 5,2 milioni di euro. Per questo il sindaco Alessandro Volpi, appena insediatosi a palazzo comunale, ne fece annuncio, con orgoglio, a quella fetta di popolazione, che da quel giorno vive nella speranza. Non solo: l’amministrazione, con l’intero consiglio comunale, approvò in maniera molto rapida tutti i passaggi di sua competenza.

Si trovò l’area pubblica adatta ad accogliere l’intero nucleo, si avviò il cambio di destinazione d’uso per permettere di edificare; frattanto si fecero eseguire lavori di manutenzione straordinaria sull’immobile di via Pisacane per risolvere i problemi di staticità; Erp si occupò della progettazione, furono incontrati gli inquilini, si trovò un accordo con i proprietari e seguirono poi quelli con la Regione, per ottenere una copertura finanziaria totale al progetto; intanto cambiarono tre assessori regionali, Allocca, Saccardi e Ceccarelli, tutti concordi però nel risolvere i problemi di quelle famiglie.Nero su bianco fu firmato un protocollo di intesa che ad oggi è l’unica assicurazione regionale che rimane. Oggi tutto è fermo perché la Regione Toscana è costretta a fare i conti con la nuova contabilità armonizzata, che rende tutte le spese di investimento molto più difficili.

«La Regione è finita sotto la mannaia del patto di stabilità- spiega il sindaco Volpi- il che significa che ogni intervento è più complicato; la contabilità è annuale, vuol dire che non ci daranno mai soldi da investire nel 2017, o nel 2018, ma assegneranno ciò che siamo in grado di spendere nel 2016, senza più il meccanismo per residui. Quindi- continua Volpi- è possibile che la Regione decida di procedere costruendo una progettazione per tranche, che potrebbe voler dire rinunciare, almeno momentaneamente, alla demolizione dell’immobile, che era l’ultimo passaggio del progetto».

Secondo il sindaco, dunque, non sarebbero a rischio né la prima palazzina (quella degli inquilini) né la seconda (quella dei proprietari): «La regione si è impegnata con noi e ha promesso di firmare una variante per reintegrare le cifre entro la fine del mese (l’assessore Alessandro Balloni era stato più ottimista parlando della fine di marzo. Ndr); il progetto non è stato modificato e noi procediamo come stabilito».

Secondo alcuni consiglieri comunali però, tra cui Stefano Alberti (PD) e Fabrizio Brizzi (Arancioni) a rallentare il progetto complessivo di via Pisacane ci sarebbe anche l’arresto del progetto al Mattatoio, dove avrebbe dovuto sorgere, già ai tempi dell’amministrazione Pucci, un complesso di edilizia pubblica che, a questi punti, avrebbe potuto accogliere le famiglie di via Pisacane in attesa della costruzione della nuova palazzina. «Ma il Mattatoio non c’entra nulla con via Pisacane- conclude il sindaco- sono due percorsi del tutto diversi».

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