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il processo

Aulla, musica alta: condannati i titolari del bar

Aulla, musica alta: condannati i titolari del bar

Tutto era partito dall’esposto dei residenti di un condominio che non riuscivano a dormire

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MASSA. Il locale è diventato un punto di riferimento ad Aulla e non solo. Da qualche anno a questa parte il Moma Art caffè di viale Resistenza attira tanti giovani grazie alle sue serate a suon di musica. Soprattutto nei fine settimana ci si diverte e si tira fino a tardi sorseggiando cocktail. Il volume però era troppo alto per i condomini della palazzina che si trova proprio davanti al discopub. Tant’è che dopo le normali proteste con i proprietari - Nello Bongi e Arianna Rolla - alcune persone hanno firmato un esposto lamentando gli schiamazzi notturni. I fatti contestati risalgono al gennaio del 2013, ieri il processo è arrivato al termine con la condanna dei due titolari: 15 giorni di carcere per Bongi e 10 per Rolla. La pena è stata sospesa. Così ha deciso il giudice Alessandro Trinci. Il pubblico ministero era Massimo Pennacchi.

Alla lettura della sentenza il sorriso di chi aveva presentato l’esposto, perché adesso le cose dovranno necessariamente cambiare. I decibel dovranno essere abbassati. Con buona pace del popolo della notte. Ma arrivare alla condanna non è stato semplice perché le testimonianze sono state spesso contraddittorie, perché tra chi stava all’interno del Moma a ballare e chi invece stava fuori a tentare di chiudere occhio c’era una diversità di vedute palese. Tanto che il giudice Trinci una volta che si è fatto un’idea sul fatto ha tagliato buona parte dei testi della difesa, chiudendo il dibattimento e pronunciando la sentenza dopo una ventina di minuti di camera di consiglio. Tra i testimoni anche un condomin del palazzo che ha presentato l’esposto. L’unico ad avere dichiarato di non aver mai sentito nulla e di aver dormito tranquillamente. Poi però ha precisato di essersi trasferito lì dopo i fatti contestati e soprattutto di essere un cliente affezionato del Moma.

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Chiaramente la difesa attenderà le motivazioni della sentenza (trenta giorni a partire da ieri), poi presenterà appello perché ritiene ingiusta la punizione. Soddisfatti i residenti del condominio Piramide, adesso potranno riposare tranquillamente senza l’assillo della musica ad alto volume. I titolari del discopub dovranno stare attenti a non fare troppo rumore nelle prossime serate.

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