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I lavoratori di Nca: dall’azienda accuse infamanti
CARRARA. I lavoratori Nca,dopo le dichiarazioni dell'ad Giuseppe Taranto, «si sentono in dovere di rispondere anch'essi alle accuse infamanti mosse nei loro confronti da un'azienda che da più di un...
CARRARA. I lavoratori Nca,dopo le dichiarazioni dell'ad Giuseppe Taranto, «si sentono in dovere di rispondere anch'essi alle accuse infamanti mosse nei loro confronti da un'azienda che da più di un anno ne tiene confinati una parte in una sala mensa dismessa ritenendoli inutili e instaura un clima di tensione giornaliero nei confronti di quelli all'interno in attività». Comincia così la nota dei lavoratori del cantiere.
«Vogliamo ricordare a questa proprietà e alla politica tutta che l'accordo stipulato a dicembre 2012,garantiva un battente occupazionale di 105 dipendenti e non di 40 in meno come ad oggi palesemente dichiarato - prosegue la nota -Vogliamo ricordare ancora che il tanto sbandierato piano industriale è pressoché assente e la sostenibilità economica di questa azienda si sarebbe dovuta basare su un progetto che prevedeva almeno 9 commesse l'anno e che questa avrebbe dovuto comprendere attività navalmeccanica per rimpinguare il fatturato ma che con lo smantellamento delle aree e di macchinari dedicati,non ne garantisce più la fattibilità. Ci sembra del tutto strumentale continuare a parlare di corsi di formazione, per altro fasulli, quando si dichiara apertamente in tutte le sedi che gli esuberi non sono più di natura professionale ma bensì di natura strutturale. Crediamo ormai di aver fugato ogni dubbio sulla precisa volontà di questo imprenditore che, trincerandosi dietro a futili motivi,ha solo intenzione di diminuire drasticamente il battente occupazionale per abbattere i costi ed escludere al tempo stesso quei lavoratori e i sindacati colpevoli di voler far rispettare dignità e diritti e a suo dire di ostacolarne il progetto».
«Ancora una volta, questa azienda ha cercato di distogliere nuovamente con accuse e attacchi frontali quello che secondo noi è il punto cruciale della discussione, cioè i Trent'anni di concessioni demaniali elargiti con molta facilità soprattutto se si guarda i risultati fino adesso ottenuti e i progetti in essere - di chiude la nota - Crediamo pertanto che queste concessioni siano riviste».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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