Il Tirreno

«Sono amareggiato ma non sorpreso da questo attacco»

«Sono amareggiato ma non sorpreso da questo attacco»

Il sindaco commenta gli undici ricorsi delle aziende lapidee «Me lo aspettavo, e noi saremo a fianco della Regione»

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CARRARA. Zubbani commenta i ricorsi presentati da 11 aziende del lapideo al tribunale di Massa per rivendicare la proprietà dei Beni Estimati: «Sono amareggiato da questo attacco ma non sorpreso. Insieme alla regione andiamo avanti per la nostra strada».

No, quegli 11 ricorsi depositati al Tribunale di Massa da altrettante aziende del lapideo per rivendicare la proprietà dei Beni estimati, non lo hanno sorpreso. Anzi, al contrario, che i titolari delle autorizzazioni sulle cave inserite nell'editto di Maria Teresa Cybo Malaspina, si muovessero per farsi riconoscere i diritti sanciti 300 anni fa dalla duchessa, se lo aspettava. Soprattutto dopo che la sua amministrazione, ma anche quelle precedenti, sono state letteralmente subissate dalle azioni legali delle società del lapideo. Angelo Zubbani si dice «amareggiato ma non sorpreso» davanti all'ennesima causa legata alla gestione delle cave.

La notizia è quella dei ricorsi in sede civile presentati a partire dallo scorso dicembre da 11 aziende del settore contro l'amministrazione comunale per rivendicare il diritto di proprietà sui Beni Estimati.

«Abbiamo avuto ricorsi per molto meno in tutte le sedi. Me lo aspettavo soprattutto sulla questione della proprietà. Non siamo certo intimoriti, abbiamo appoggiato la Regione per un provvedimento in questa direzione. Anche in questa battaglia siamo a fianco dell'amministrazione toscana e insieme andiamo avanti per la nostra strada» commenta il primo cittadino, citando la legge regionale 35 che assoggetta al patrimonio comunale anche i Beni Estimati.

Il sindaco ribatte poi alla strategia legale delle 11 aziende, a iniziare dal diverso "trattamento tributario" riservato ai Beni Estimati: «È stata una scelta prudenziale per evitare di trovarci esposti ad ulteriori cause, e a supplementi di spese. Per questo non abbiamo applicato i canoni di concessione ai beni estimati, volevamo evitare una nuova tassa marmi» ha dichiarato Zubbani ricordando che dalle casse del municipio continuano ancora oggi a uscire i rimborsi per le aziende che a suo tempo la tassa marmi la versarono.

«Finalmente siamo arrivati al punto di affrontare la questione in termini legislativi e non in consiglio comunale come, romanticamente, qualcuno propone» afferma il primo cittadino che poi affronta la questione dei trasferimenti di proprietà avvallati in varie sedi e sbandierati dalle 11 aziende a sostegno delle loro rivendicazioni: «Abbiamo autorizzato passaggi di proprietà e rogiti, sempre nella logica di non fare battaglie temerarie senza un adeguato impianto giuridico alle spalle» dice Zubbani certo che la legge regionale abbia comunque segnato una svolta. L'attesa per una soluzione "giuridica" del caso dei Beni Estimati sembra davvero essere agli sgoccioli.

Cinzia Chiappini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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