Il Tirreno

I Bertocchi lasciano Bussè ma la tradizione continua

di Riccardo Sordi
I Bertocchi lasciano Bussè ma la tradizione continua

Lo storico locale pontremolese amato da Moore, Bompiani e tanti vip sportivi da sabato cambia gestione: ai fornelli una famiglia di solida cultura gastronomica

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PONTREMOLI. Ci sono luoghi che trasudano storia, cultura e tradizioni, dando con la loro sola presenza una testimonianza ancora viva e vitale di un'intera popolazione. E piazza del Duomo a Pontremoli è senza dubbio uno di questi luoghi. Da un lato il Palazzo Vescovile, sede principale del Vescovo sino all'unificazione con la diocesi di Massa Carrara, al centro il Campanone simbolo visivo e sonoro della città ed infine la rotazione si ferma di fronte alla meravigliosa facciata del Duomo che i pontremolesi vollero ereggere nel 1600 in onore della Vergine che salvò la città dalla Peste (e questo evento viene ricordato tutti gli anni con la processione della Madonna del Popolo, ogni 2 luglio).

Insomma basta porsi al centro della Piazza, e ruotare di 360° gradi per vedersi abbracciare da centinaia di anni della vita cittadina. Secoli fatti di eventi cruciali, come guerre, trattati, passaggi di personaggi illustri ma anni che sono stati animati soprattutto dalla quotidianità delle persone comuni. E così a volte, di fronte alla storia con la s maiuscola, ci sono invece storie più piccole che però hanno contribuito ugualmente alle vicende della città. E basta costeggiare il perimetro del lato sinistro della chiesa del Duomo per trovarsi di fronte ad un luogo che, nella sua semplicità, fa parte della storia della Pontremoli del dopoguerra.

Un piccola insegna verde ne annuncia con sobrietà la presenza: si tratta della trattoria "Da Bussè" ristorante tipico pontremolese, in cui dominano i piatti locali e della tradizione cucinati con una cucina casalinga come una volta. Un luogo che rischiava di appartenere al passato quando la famiglia Bertocchi (e nel caso specifico soprattutto l'Antonietta storica cuoca e conduttrice del locale), che ha in gestione la trattoria da oltre 80 anni, ha deciso di sospendere l'attività per godersi un meritato riposo.

Ma il panico tra i buongustai è durato poco: l'eredità, infatti, è stata presa da una famiglia di origine bercetese che non intende affatto cambiare strada, ma vuole riproporre lo stesso menù scandito dai suoi appuntamenti stagionali, arricchendolo magari con qualche novità comunque collegata al variopinto mondo culinario della nostra terra. E già dal 19 marzo ci sarà il cambio di consegne con passaggio dei mestoli e pentole ad altre mani ma che continueranno nel percorso della tradizione. Quindi, le caratteristiche stanzette che danno un'impronta inconfondibile al locale e che, nel corso degli anni hanno ospitato tanti clienti, molti dei quali di chiara fama, da Moore a Messina, da Bompiani a Tecchi, dai Pooh a Zucchero, da Panatta a Zanardi, per citare alcuni dei più noti, torneranno ad animarsi e soprattutto ad allietare il palato dei tanti estimatori della cucina pontremolese alla ricerca dei sapori più genuini della nostra tradizione.

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