Il Tirreno

I sindacati: Iglom assume ma non gli ex della Eaton

I sindacati: Iglom assume ma non gli ex della Eaton

«Accordi non rispettati, 24 operai presi all’esterno, solo 21 fra quelli previsti» Sindaco e istituzioni a colloquio con Ricci che accetta di tornare al tavolo

4 MINUTI DI LETTURA





MASSA. «Iglom assume, è vero, ma non i disoccupati della ex Eaton». Si infiamma di nuovo la vertenza simbolo del territorio, quella nata nell’ormai lontano 2008 quando la multinazionale Usa chiuse i cancelli della fabbrica di via Aurelia lasciando senza occupazione 340 operai.

Ieri mattina dopo un incontro “istituzionale” (cioè con il sindaco il presidente della Provincia e i politici locali) in municipio, i lavoratori sono tornati davanti ai cancelli della loro ex fabbrica, ora diventata Iglom. Per protestare - con un presidio che si è tenuto sotot la “tenda del lavoro” spostata nell’area ancora di proprietà della Zia – contro «il mancato rispetto degli accordi» da parte di Emilio Ricci, l’imprenditore massese che ha acquistato l’area ex Eaton per realizzarvi un impianto di trattamento di olii lubrificanti. Un esempio raro di re-industrializzazione riuscita sul territorio (per giunta condotta da un industriale locale)che sta incontrando – però – parecchie difficoltà.

Il problema (e la ragione della protesta) è che secondo i lavoratori e i loro sindacati (Cgil, Cisl e Uil sono in questa vertenza tutti sullo stesso fronte) non avrebbe ancora rispettato pienamente gli accordi presi con Regione, Provincia e Comune di Massa, quando gli fu data la possibilità di impiantarsi nell'area ex Eaton, a costi vantaggiosi, grazie alla vertenza sindacale, che durava da sei anni e con tutte le rassicurazioni da parte delle istituzioni locali che si impegnarono per facilitare l'investimento in quel tratto di zona industriale.

In sostanza, dicevano quegli accordi, Iglom si impegnava ad assumere di 72 persone, pescandole nel bacino dei circa 200 ex lavoratori Eaton ancora alla ricerca di lavoro e sostenuti soltanto da ammortizzatori sociali in via di esaurimento. L’azienda di Ricci aveva anche fatto una selezione, tramite colloqui indicando in un elenco i 72 lavoratori da essa ritenuti più idonei a entrare – dopo un percorso di riqualificazione – in Iglom.

Ma le assunzioni dei 70 stanno andando e rilento e – accusano Cgil, Cisl e Uil – l'imprenditore avrebbe assunto soltanto 21 ex lavoratori Eaton più altri 24 operai presi all’esterno del bacino. Assunzioni del tutto legittime: non c’è alcuna legge che impone a Iglom di assumere gli ex Eaton. Ma che, di fatto, rompono l'accordo di programma firmato anche da Iglom.

Quando le voci dell’assunzione dei 24 non Eaton si è diffusa, tra gli ex della multinazionale è subito cresciuta la tensione. «Gli operai ex Eaton hanno avuto delle promesse che ora, a quanto raccogliamo via ufficiosa, perchè Ricci non comunica con noi – vengono clamorosamente disattese. Per questo chiediamo alle istituzioni che si sono fatte garanti degli accordi, di intervenire, di fare sentire la loro voce» dice Paolo Gozzani, segretario provinciale Cgil. «Se Iglom avesse assunto ingegneri super specializzati, non ci sarebbe stato problema. Ma ci risulta che abbia preso personale con mansioni di carrellisti o comunque con specializzazioni che gli ex Eaton già hanon o possono acquisire in breve senza alcun problema», aggiunge Michele Folloni, segretario Fim Cisl.

Da qui la decisione di alzare di nuovo il livello della mobilitazione da parte dei sindacati. E da qui anche l’invito alle istituzioni a “farsi sentire”. E qui, ieri mattina, c’è stata una svolta significativa: Emilio Ricci ha accettato di tornare a sedersi al tavolo delle trattative.

Una svolta perchè da mesi Iglom diserta tutti i tavoli istituzionali convocati dal sindaco di Massa Alessandro Volpi e dal presidente della Provincia Narciso Buffoni. E Ricci si era negato anche a un incontro con il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi che dell’operazione di re-industrializzazione è il garante politico, oltre che il finanziatore. Ieri mattina, invece, su pressione dei sindacati, una delegazione formata dal sindaco di Massa Alessandro Volpi, dal presidente della Provincia Narciso Buffoni e dal deputato del Pd Andrea Rigoni ha bussato alle porte della Iglom per chiedere un incontro con Emilio Ricci. L'imprenditore, dopo un colloquio di circa un’ora di colloquio con i “politici”, ha accettato di partecipare ad un tavolo istituzionale fissato per sabato mattina in Comune a Massa, dove spiegherà a punto il suo piano industriale per l'area ex Eaton.

Le organizzazioni sindacali hanno accolto con soddisfazione la disponibilità dell’imprenditore all’incontro con le parti al tavolo istituzionale. «Sarà l’occasione per chiarire le posizioni e per riprendere un dialogo che noi non avremmo voluto interrompere», dice Michele Folloni.

E i sindacati chiedono anche che all’incontro di sabato partecipi anche il presidente Enrico Rossi: «L'unico di cui ci possiamo fidare - dichiarano - e che può chiedere realmente conto alla Iglom dell'accordo disatteso».(c.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani