Carrarese: storia di un naufragio annunciato
Da Lucchesi a Tartaglia, ecco come la società è precipitata nel baratro
CARRARA. L'aspetto sportivo passa definitivamente in secondo piano in questa sciagurata stagione della Carrarese. Forse l’ultima della storia della Carrarese Calcio 1908. Centootto anni di storia cancellati in pochi, difficilissimi, mesi in cui, settimana dopo settimana, le speranze si sono via via affievolite in una agonia che ha portato alla sparizione dell'unica squadra professionistica della provincia.
Tutto è iniziato quest'estate con l'intenzione di Gigi Buffon di lasciare la maggioranza delle quote societarie ad uno o più nuovi soci. Il primo a farsi avanti è Fabrizio Lucchesi che apre una trattativa con gli emissari di Buffon. L'accordo sembra arrivare, lo stesso Lucchesi fonda una società per acquisire il controllo della Carrarese, ma poi tutto sfuma. Troppa la distanza tra le parti e la trattativa naufraga in malo modo. Intanto dall'imprenditoria cittadina non arrivano segnali di voler acquisire quote societarie.
Si aprono altre settimane di attesa finché spunta l'ingegnere romano Raffaele Tartaglia a capo di un gruppo immobiliare. Tartaglia sembra l'uomo giusto al momento giusto. L'accordo arriva in poco tempo ed è salutato con entusiasmo. Forse troppo e a ingiustificato. Ma il tifo è così: spesso senza mezze misure. L'imprenditore romano si presenta come uomo di poche parole che preferisce i fatti ai proclami. E in effetti viene allestita una squadra, sotto l'egida di Sandro Federico, direttore sportivo voluto da Tartaglia, di buona qualità che ben presto sul campo dimostrerà di essere la vera outsider della stagione. Passano le settimane, inizia il campionato e arrivano i primi risultati positivi. Ma qualcosa che non procede come deve si inizia a percepire nell'ambiente. Prima solo impressioni, poi qualche certezza ma l'"ubriacatura" generale del mondo azzurro fa passare tutto in secondo piano. Fino a novembre 2015 quando i problemi vengono a galla ed esplode il "caso Carrarese".
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Tartaglia organizza una conferenza stampa in cui annuncia problemi con il socio di minoranza, ossia la società di Buffon, per presunti accordi non rispettati e l'intenzione di cedere le quote ad un prezzo simbolico. Siamo a novembre, appunto. La questione sembra complessa ma destinata a risolversi nel giro di qualche settimana. Prima delle vacanze di Natale. Le quote della Carrarese sono formalmente in vendita, la società non ha più una guida. Fallimento? Sembra la soluzione estrema che nessuno avrebbe intenzione di percorrere. Anche in questa fase emergono i primi dubbi e timori: Ma se davvero nessuno si fa avanti? Cosa accadrà? Si fallisce? Dubbi che restano ma l'ottimismo fa presagire un lieto fine.
Il 9 dicembre è un'altra data cruciale nel destino della Carrarese: viene nominato liquidatore Emanuele Giorgi il cui compito è preservare la società e garantire continuità. Un segnale negativo ma obbligato per legge. Per cui si attende che la trattativa possa sbloccarsi con un riavvicinamento dei soci, la ricapitalizzazione e poi una fase di transizione fino a fine stagione. Previsioni troppo ottimistiche rispetto alla realtà. Che poi è la realtà di questi giorni che prosegue da gennaio ad oggi. Tre mesi in cui ci sono state alcune trattative, di dubbia consistenza con il senno di poi, e poi la volontà di Buffon di riprendere le quote e salvare la Carrarese. Neanche a dirlo non viene trovato l'accordo con Tartaglia. Tutto immobile e frattura insanabile. Il resto è storia di queste settimane. Il tentativo ultimo di Nicola Cesare di entrare e salvare la società naufragato nell'evidente impossibilità di trovare un accordo. E così si cancella la storia della "gloriosa" Carrarese Calcio 1908. E con lei "spariscono" 108 anni di storia. Il calcio ripartirà ma oggi davvero non si sa come.
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