Compare manifesto razzista sulla porta della bibilioteca e del liceo classico
Aulla, appare la scritta: "No agli immigrati nelle scuole". Gli studenti del Lepoardi hanno indetto un'assemblea per parlarne
AULLA. «No agli immigrati nelle scuole». Questo il vergognoso manifesto di carta, ovviamente anonimo, che è stato affisso sulla porta di ingresso della biblioteca civica e del liceo classico ad Aulla. Un gesto inqualificabile e che rappresenta la spia di un clima sempre più teso attorno alla questione degli immigrati, spesso messi in cattiva luce da quelli di loro che si lasciano trascinare nel gorgo dell'illegalità, facendo passare in secondo piano i tanti che lavorano onestamente e, in misura sempre maggiore, pagano le pensioni degli italiani non più in grado di lavorare. Ed è un atto ancora più odioso perché ha preso di mira l'istituzione che contribuisce maggiormente all'integrazione nella nostra società, ovvero la scuola pubblica, dove l'integrazione è nei fatti e non nei proclami.
Il manifesto, pur essendo stato subito rimosso, non ha lasciato indifferenti gli studenti del liceo classico "Leopardi", i quali si riuniscono in assemblea per discuterne. A confermare i fatti è Manuela Schiasselloni, una delle docenti del liceo classico aullese, la quale fa notare che il manifesto era piuttosto grande, essendo delle dimensioni di due fogli A3 attaccati fra loro.
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«Si è trattato di un gesto da condannare nella maniera più ferma possibile - commenta Manuela Schiasselloni, raggiunta telefonicamente - e che ci invita a non abbassare la guardia contro l'intolleranza». E che il clima si stia deteriorando sempre di più lo dimostrano due episodi che avrebbero visto vittime due ragazze nei giorni scorsi ad Aulla, le quali sarebbero state molestate da due distinti gruppi di stranieri extracomunitari. La prima, una giovane studentessa, sarebbe stata presa di mira nella discesa che dalla stazione ferroviaria di Aulla conduce nel quartiere della Ragnaia. Mentre parlava al cellulare, il gruppo dei giovani stranieri l'avrebbe circondata e iniziato a dirle cose incomprensibili, a quanto pare al limite della minaccia.
La paura della giovane avrebbe, quindi, preso il sopravvento, inducendola a rifugiarsi in un vicino negozio. La seconda ragazza, sempre una studentessa, invece, sarebbe stata aggredita sul passaggio pedonale ricavato dai binari nella vecchia stazione, ma, in questo caso, la giovane sarebbe rimasta alla mercè del gruppo, insultata e oggetto di atti di bullismo. Abbiamo, però, usato volutamente il condizionale perché non risultano denunce formali dei fatti, come sottolinea il capitano dei Carabinieri, Giuseppe Loschiavo, interpellato in merito.
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