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Caso sfratto, ora partono le querele
PODENZANA. Tiene ancora banco il caso dell'articolo in cui l'avvocato Massimiliano Buriassi, con studio a Ceparana di Bolano, lanciava un appello per aiutare una famiglia egiziana che, in seguito a...
PODENZANA. Tiene ancora banco il caso dell'articolo in cui l'avvocato Massimiliano Buriassi, con studio a Ceparana di Bolano, lanciava un appello per aiutare una famiglia egiziana che, in seguito a uno sfratto esecutivo, è rimasta senza un tetto a Montedivalli di Podenzana. Infatti, dopo l'intervento di ieri del direttore della Società della Salute della Lunigiana, Rosanna Vallelonga, e del coordinatore dei servizi sociali della SdS Lunigiana, Daniela Ghelfi, le quali respingevano con decisione la versione dei fatti in base a cui il capofamiglia non avrebbe ricevuto alcun supporto dai locali servizi sociali, ora a scendere in campo è Giancarlo Varese, uno dei proprietari dell'immobile, che parla a nome degli altri proprietari, decisi a contestare con forza quanto affermato dall'avvocato. «Tutti dovrebbero vedere - esordisce - le condizioni di enorme degrado in cui si trova attualmente l'immobile, letteralmente devastato dall'incuria e dalla negligenza degli ex inquilini, titolari di regolare contratto d'affitto, che non onorano da anni, costringendoci a fare fronte al pagamento di tasse e bolli per la registrazione, senza mai percepire un euro. I fatti sono che, ad oggi, la nostra legittima proprietà, restituitaci a seguito di sfratto esecutivo effettuato secondo norme di legge, è stata abusivamente occupata da persone non autorizzate, come riscontrato da sopralluogo effettuato dai Carabinieri della stazione di Albiano Magra lo scorso 7 marzo, presso i quali è stata sporta querela». I proprietari ora si attendono che chi ne ha facoltà, come Carabinieri, Magistrati e Procura della Repubblica, «provveda al più presto a ristabilire i principi di legge, evitando così un preoccupante precedente: permettere ad estranei di appropriarsi di altrui abitazioni e restare impuniti».
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