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sanità

Ospedale Apuane, forniture di farmaci a rilento: pazienti in allarme

Chiara Sillicani
Ospedale Apuane, forniture di farmaci a rilento: pazienti in allarme

L’azienda: nessuno è mai rimasto senza medicine. L’Asl per i medicinali spende 150.000 euro il giorno

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MASSA. I cambiamenti una fase di rodaggio la richiedono sempre. E quella fase - con i conseguenti problemi di aggiustamento - diventa ancor più lunga e complessa se i cambiamenti si sommano. Proprio come accade oggi alla sanità apuana: non soltanto - e già non è poco - la rivoluzione ospedale unico, ma anche una riorganizzazione regionale dell’intero sistema e l’ex Asl che confluisce nella mega azienda sanitaria Toscana Nord Ovest. E gli effetti del passaggio si sentono, su parecchi fronti. Incluso quello dei farmaci. Così qualche paziente lamenta ritardi e racconta che per garantirgli le cure durante il ricovero, l’Asl ha fatto i salti mortali e le medicine è andata a recuperarle in altri ospedali. Da Pisa a Genova. Giuseppe Taurino è il responsabile del dipartimento farmaceutico e ad ogni riflessione anticipa una premessa: «Non mi risulta - e lo sottolinea - che qualcuno sia rimasto senza farmaci». Premessa fatta, il focus si allarga: «Non possiamo negare che questo sia un momento un po’ impegnativo per i reparti e che qualche difficoltà nell’approvvigionamento farmaceutico ci sia stato».

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Ricostruire la “filiera” del farmaco non è cosa semplice: a provvedere alle forniture di tutte le aziende è, infatti, l’Estar (l’ente regionale di supporto tecnico). I farmaci arrivano al magazzino di Migliarino e da lì “partono” alla volta dei singoli reparti ospedalieri. E qualche rottura di stock - ammette Taurino - al magazzino c’è stata. Insomma, alcuni medicinali sono terminati. Questo non significa che non siano stati immediatamente riforniti, ma quella rottura potrebbe comunque aver determinato rallentamenti negli approvvigionamenti: «Qualche difficoltà c’è stata nei reparti, ma a tutti sono state assicurate prontamente le medicine. Se è necessario chiediamo agli altri ospedali e inviamo una macchina per reperire il farmaco». Una consuetudine quella di collaborare con strutture ospedaliere di altre aziende sanitarie perché se capita che Massa chieda aiuto a Genova o Pisa, quegli stessi ospedali, se necessario, chiedono aiuto a noi.

L’impegno a definire correttivi e ad accelerare gli approvvigionamenti - parola del dottor Giuseppe Taurino - c’è: «Sono già stati organizzati numerosi incontri con Estar per fare il punto e delineare percorsi condivisi». Insomma, per evitare che quella famosa macchina debba partire per recuperare le medicine presso strutture fuori provincia o fuori regione.

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Farmaci comunque assicurate. Sempre e a tutti i pazienti, ma con un po’ più di difficoltà. Altra questione è quella dei pazienti con patologie croniche a cui viene richiesto di portare i medicinali che assumono a casa. Spesso quella richiesta preoccupa: se mi chiedono di portare le medicine - è il ragionamento - forse è perché l’azienda il farmaco non ce l’ha. Il dottor Taurino assicura che le cose non stanno così: «Il Ministero con la raccomandazione numero 17 - il medico entra nel tecnico - prevede la riconciliazione terapeutica». Vale a dire: quando sei ricoverato, i sanitari verificano le cure e fanno il punto. Per questo - precisa Taurino - viene richiesto al paziente di esibire il medicinale che assume.

Davvero un universo quello della farmaceutica ospedaliera. E a confermarlo basta un numero: in media ogni giorno l’ex azienda Asl 1 spende in medicine (tra territorio e ospedali) 150.000 euro. Una cifra che adesso l’azienda tenta di limare visto che nel 2015 la spesa complessiva per la farmaceutica convenzionata ha raggiunto quota 27 milioni e 890.000 euro.

«Dal luglio dello scorso anno - a fare il punto è lo stesso Giuseppe Taurino - è in atto un’inversione di tendenza che ci ha permesso, garantendo comunque massima attenzione al paziente e alle sue necessità, di ridurre la spesa farmaceutica». Poi il direttore del dipartimento quantifica quella riduzione: «Dal luglio scorso a gennaio di quest’anno, la spesa è diminuita del 13,22 %. Soltanto Pistoia - aggiunge - ha fatto meglio di noi».

 

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