Il Tirreno

C’è crisi? Apro un negozio 157 attività in più in un anno

C’è crisi? Apro un negozio 157 attività in più in un anno

Boom del commercio cittadino nonostante i fatturati siano in calo del 10% 45 nuovi locali fra bar, ristoranti e pizzerie. Merito anche della zona pedonale

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MASSA. C’è la crisi? Apriamo un negozio. In città ci sono 157 attività commerciali in più rispetto all’anno scorso: un boom di aperture inaspettato che è il segno di una sfida alle difficoltà dell’economia e anche di vitalità del territorio.

I dati raccolti dall’assessorato al Commercio del Comune, sono inequivocabili: attestano nel corso del 2015, la chiusura di 109 esercizi commerciali. Ma anche l’apertura di 269 aperture di attività. Di cui 45 per pubblici esercizi, vale da dire bar, ristoranti, pizzerie (e kebaberie, piadinerie, vinerie, circoli...). Il saldo, positivo, è di 157 nuove aperture in più rispetto alle chiusure. Fiorisce, dunque, stando a questi numeri, il commercio massese. E il fatto che abbiano aperto 45 locali pubblici fa pensare anche a una città che ha voglia di divertimento e di buona cucina.

I numeri dei nuovi negozi fanno però a pugni con un dato statistico di segno opposto. Quello fornito, ancora ufficisamente dall’Isr, l’Istituto studi e ricerche della Camera di Commercio, secondo cui il fatturato delle attività commerciali è calato mediamente, nel corso del secondo semestre del 2015, di un 10-12% (su dati di vendita già per l’anno precedente negativi). In altre parole: i negozi aumentano nonostante gli incassi siano in calo. Probabilmente a creare questa contraddizione contribuisce il fatto che talvolta ad aprire attività commerciali sono giovani che non trovano altra occupazione, persone che il lavoro lo hanno perso e provano a mettersi in proprio. Gente che “si butta”, insomma, con coraggio ed entusiasmo, per liberarsi dalle tenaglie della crisi.

«Oggettivamente il momento non è facile per aprire un’attività. Ma evidentemente c’è fiducia e si scommette sul futuro», commenta l’assessore alle Attività produttive Gabriele Carioli. «Il saldo positivo fra aperture e chiusure è senz’altro un dato positivo – aggiunge – . Vero che nei numeri sono compresi anche cambi di ragione sociale e ri-aperture di attività che erano state momentaneamente chiuse. La tendenza è comunque incoraggiante».

Gli uffici del Comune non sono ancora in grado di “mappare” le nuove aperture, di capire meglio cioè dove sono localizzati i nuovi negozi. Anche se è il centro storico quello che manifesta chiaramente una maggiore vitalità. «Sì, è così – conferma Carioli – grazie alla pedonalizzazione e all’attivazione di un circuito positivo, nel centro storico il commercio sta reggendo alla congiuntura negativa del calo dei consumi che prosegue ormai da anni». Ma i problemi, riconosce, l’assessore non mancano. A cominciare dalla questione del costo degli affitti dei fondi commerciali. Che frena le nuove iniziative e a volte, costringe i negozi esistenti ad abbassare le saracinesche. «Il mercato dei fondi commerciali è un po’ chiuso – analizza Carioli – gli spazi sono di proprietà di pochi privati o di società e i prezzi sono alti, tali da scoraggiare molti».

Da qui la proposta che Gabriele Carioli lancia ai proprietari dei fondi: «Chiediamo di abbassare gli affitti: la moderazione nei costi di locazione può incentivare il commercio e per i proprietari credo sia più conveniente affittare un fondo a canoni più bassi piuttosto che tenerlo chiuso e pagare comunque le imposte, che per i fondi sfitti sono più alti rispetto a quelli che ospitano attività».

La ripresa del commercio appare però a macchia di leopardo. A Marina, ad esempio, il trend positivo c’è ma meno evidente. Dice Giacomo Nunziati, nuovo presidente del Ccn (Centro commerciale naturale) di Marina che raggruppa all’incirca 120 esercenti: «Qui nella zona a mare stimiamo chje a fornte di una ventina di chiusure ci siano state 30-40 aperture o ri-aperture. Del resto a Marina dobbiamo fare i conti con la stagionalità del commercio. La scorsa estate è stata molto positiva. Grazie soprattutto alle condizioni meteo, gli arrivi dei turisti sono cresciuto in modo sensibile e questo ha invogliato nuove iniziative commerciali. Ma la stagione invernale è sempre critica e la strategia del Ccn è proprio quella di creare le condizioni per favorire il commercio anche nei mesi “morti”».

Marina soffre in qualche misura della “ri-fioritura” del centor storico. Se anni fa molti massesi sceglievano il litorale per le loro serate o per un giro tra le vetrine, oggi in molti privilegiano la città. «Ma questo non deve essere visto come un problema. La concorrenza è un incentivo ed è un bene per il commercio in generale se il centro storico è diventato attraente. Perché la gente può scegliere e noi ci impegnamo affinchè scelga anche Marina», dice ancora Nunziata.

Claudio Figaia

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