Il Tirreno

l'inchiesta

Il nero alle cave adesso diventa un caso politico

di Alessandra Vivoli
Il nero alle cave adesso diventa un caso politico

Mozione della Bienaimè: sia risarcita la comunità carrarese. La maggioranza vota contro, Crudeli: questione di metodo

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CARRARA. L’operazione “black marble” diventa un caso politico. E infiamma il consiglio comunale. La mozione, presentata dalla consigliera Claudia Bienaimè., in cui si chiedeva all’amministrazione di costituirsi parte civile nella vicenda del nero alle cave, chiedendo un risarcimento alla comunità, viene bocciata dalla maggioranza.

«Questione di metodo, non di merito» precisa la capogruppo del Pd Roberta Crudeli, ma intanto cresce la polemica.

«Risarcimento dagli industriali»: mozione respinta. Una mezza apgina presentata, ci tiene a precisare la Bienimè un’ora e 45 minuti prima dle consiglio comunale («da regolamento bisogna presentare i documenti almeno un’ora prima» ci fa notare la consigliera).

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Questo il testo: «È' notizia di questi giorni che le indagini condotte dalla Procura di Massa Carrara, nell'ambito dell' operazione "Black Marble", stiano riguardando ben trenta persone per i reati di frode fiscale, falso, attività abusiva di prestazioni di servizi di pagamento, ricettazione e riciclaggio. L'indagine di polizia giudiziaria svolta dai finanzieri ha portato alla luce un vero e proprio sistema di evasione fiscale utilizzato da imprenditori che operano nel distretto del marmo di Carrara e anche da altre persone ad essi collegate, molte delle quali di origine asiatica. In due anni, gli indagati avrebbero omesso di dichiarare beni per complessivi 86,9 milioni di euro; l'Ires evasa sarebbe di 14,6 milioni di euro e l'Irpef di 5,7 milioni».

«La circostanza che la Procura abbia disposto il sequestro preventivo di somme di denaro, beni mobili ed immobili nella disponibilità degli indagati dà la misura dell'enorme giro di affari che sono sfuggiti all'erario e che adesso lo Stato, per il tramite dell'Agenzia delle Entrate, ha iniziato a recuperare - continua la mozione della Bienaimè - Diversi indagati hanno già iniziato a rifondere l'erario versando le somme relative alle imposte evase e alle sanzioni applicate e i primi versamenti hanno permesso allo Stato di introitare 4,6 milioni di euro. Tutto ciò premesso il Consiglio Comunale chiede che Sindaco e Giunta attivino, attraverso gli uffici preposti, tutte le procedure previste per la verifica e il recupero di eventuali crediti di natura tributaria. E che l'Amministrazione si costituisca parte civile nel procedimento penale contro i soggetti indagati al fine di ottenere il giusto risarcimento di tutti i danni che i comportamenti illeciti ad essi contestati hanno arrecato e stanno arrecando ingiustamente alla comunità locale.

Ecco i nomi degli indagati

Crudeli (Pd): è solo una questione di metodo. Nessuna volontà di insabbiare l’operazione della Procura. Anzi, sottolinea la capogruppo del Pd in consiglio comunale Roberta Crudeli: «stiamo lavorando anche noi come maggioranza a un documento che presenteremo al prossimo consiglio comunale».

La bocciatura alla mozione sarebbe stata dettata solo da una “questione di metodo”.

«E da tempo che l’opposizione presenta le proprie mozioni all’ultimo momento, proprio a ridosso del consiglio comunale - sottolinea la capogruppo del Pd - Non è il metodo giusto ed è per questo che abbiamo votato contro. Lo ribadisco anche noi, come maggioranza stiamo lavorando a una mozione sul tema del marmo e la presenteremo nel prossimo consiglio».

Il consiglio comunale si infiamma. Il pubblico presente al consiglio comunale ha fatto sentire il proprio disappunto durante la votazione della mozione presentata dal Claudia Bieniaimè.

Lanmarco Laquidara, che presiedeva la seduta (era assente Luca Ragoni) ha riportato l’ordine senza dover sospendere il consiglio. Ma la polemica, invece, anche fuori dal palazzo non si è sopita.

 

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