Il presidio
Casa popolare senza ascensore, disabile isolato
L’uomo è non deambulante da dicembre ma l’abitazione è al secondo piano. Erp: offerto un cambio
PONTREMOLI. «Aiuto non posso più uscire di casa». È l’appello che lancia Guido Viti, un pensionato di 73 anni residente in una casa popolare in via Nazionale a Pontremoli. Vive lì da oltre vent’anni, nell’abitazione al secondo piano del palazzo. Ma dall’ottobre del 2015 è stato riconosciuto «invalido grave al 100%» con peraltro «difficoltà persistenti a svolgere le funzioni e i compiti propri della mie età», fa sapere. Il problema è che il palazzo non è dotato di ascensore, nè tantomeno di carrello elevatore. Ha solo rampe di scale che l’uomo non può fare. E così la sua casa, da culla è diventata prigione.
Il pensionato quindi, a dicembre, ha scritto a Erp. «Avendo seri problemi alla deambulazione chiedo, come prevede la legge - si legge nella lettera - che siano abbattute le barriere architettoniche presenti nello stabile di vostra proprietà. Meglio di tante parole sono le immagini che vi possono fare capire la situazione». E allega una serie di foto del palazzo e delle scalinate che l’uomo dovrebbe fare per uscire di casa. Poi aggiunge: «Spero possiate trovare una soluzione a tutto questo con i mezzi che ritenete opportuni. Con la dovuta sensibilità che merita il caso». Il tutto con allegato il verbale sanitario contenente il giudizio definitivo espresso dall’Inps.
A questo punto Erp propone all’uomo - non trovando una soluzione alternativa - di fare un cambio con un residente nella stessa palazzina ma al piano terra. «Ma io come faccio a fare il trasloco?», lamenta il signor Viti. Erp ha già fatto un sopralluogo nella palazzina rilevando che non è possibile realizzare un ascensore. Per quanto riguarda poi il carrello fa sapere che «ci sono dei problemi tecnici - spiega - per cui bisognerebbe creare un sistema complesso e anche molto costoso». Questo non significa che l’ente non sia disposto a trovare un’altra soluzione. «Ogni anno, in base alle segnalazioni - fa ancora sapere Erp - avviamo progetti di abbattimento delle barriere architettoniche, tenendo conto del budget che abbiamo a disposizione. È chiaro che cerchiamo prima di trovare la soluzione più economica, ma se anche questa non va bene siamo disponibili a organizzare un secondo incontro per trovare un’altra soluzione».
Melania Carnevali
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