Il Tirreno

I sindaci d’accordo: la Società della salute non va accorpata

I sindaci d’accordo: la Società della salute non va accorpata

I primi cittadini lunigianesi contro le ipotesi di fusione «Sarebbe un danno irreparabile per la sanità locale»

3 MINUTI DI LETTURA





AULLA. «Non toccate la Società della salute». I sindaci lunigianesi ritrovano unità di intenti di fromnte alle voci di depotenziamento della struttura sanitaria territoriale. Ieri pomeriggio, durante un incontro convocato presso la sala consiliare del palazzo comunale di Aulla, i primi cittadini del territorio e i loro delegati presenti si sono detti d'accordo sulla proposta di mantenimento della zona distretto – SdS Lunigiana, con cui si andrà a chiedere alla Regione Toscana che “la Lunigiana mantenga la propria autonomia di Zona Socio Sanitaria/Società della Salute della Lunigiana, la propria identità ed organizzazione amministrativa”. Ora, il documento contenente la proposta sarà sottoposto per essere firmato anche ai Comuni assenti ieri per impegni già presi in precedenza, ovvero Comano, Filattiera, Pontremoli e Tresana.

A sollevare la questione del possibile accorpamento della Società della Salute Lunigiana con i Comuni di Massa, Carrara e Montignoso, nel contesto della riorganizzazione delle Asl in Toscana, era stato, a inizio febbraio, il presidente della SdS, Riccardo Varese, il quale aveva sottolineato che «si tratterebbe di un danno irreparabile per la Lunigiana, perché un mutamento del genere determinerebbe la messa in discussione radicale della capacità e della forza di incidere nelle decisioni dei Comuni lunigianesi» e faceva notare che «la SdS Lunigiana è una delle poche SdS in Toscana ad avere la gestione a 360 gradi dei servizi, una prerogativa guadagnata in anni di impegno e di proficuo lavoro sul territorio, grazie anche ad uno staff tecnico di altissimo profilo. Quindi, snaturare un'esperienza così positiva, secondo noi, non è la strada da percorrere» aveva, quindi, precisato il presidente della SdS Lunigiana. Ed è stato Varese stesso, in apertura dell'incontro, a ribadire questi concetti, lasciando, poi, ampio spazio ai sindaci e ai rappresentanti dei Comuni lunigianesi presenti, dai cui interventi emergeva l'esigenza di fare fronte comune e di interpellare, al più presto, l'assessore alla sanità della Regione Toscana, Stefania Saccardi, cercando anche di coinvolgere nella battaglia Anci, Uncem ed altri territori in Toscana con le stesse caratteristiche della Lunigiana.

Venendo al documento, all'interno di questo si analizza l'incidenza della popolazione anziana in Lunigiana, nettamente superiore al dato delle zona apuana e al dato regionale, e l'elevato tasso di disabilità rispetto alla zona di costa e alla Provincia. Una situazione che ha fatto sì che la SdS Lunigiana “fosse dotata di strumenti di gestione sia per il socio assistenziale che per il socio sanitario e l'alta integrazione. Nell'anno 2014 l'Assemblea dei Soci della SdS Lunigiana – si puntualizza – ha espresso parere positivo affinché ci fosse la continuità nell'esercizio delle funzioni della SdS, riconoscendo il consorzio come l'unica organizzazione che ha risposto adeguatamente alle esigenze degli abitanti e della comunità. Attraverso questa manifestazione di volontà si è affermata sempre di più la consapevolezza di una “buona organizzazione” tant’è che nell'aprile 2015 è entrato a farvi parte il 14° Comune che è Fosdinovo”. Infine, vengono elencate le caratteristiche possedute dalla Zona socio sanitaria/SdS Lunigiana, fra le quali risalta il fatto che “integra le attività territoriali con le attività ospedaliere nell'ambito della continuità assistenziale, vista la presenza dei due stabilimenti ospedalieri, sancita nei Patti Territoriali approvati”.

Gianluca Uberti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera