Rubano soldi al disabile, arrestati i due aguzzini
La coppia di nordafricani ha tentato anche di fargli prelevare i soldi al bancomat L’incubo dell’uomo è durato un mese. Poi un’amica lo ha portato in commissariato
CARRARA. La polizia lo ha liberato dall’incubo in cui si era cacciato, finendo alla mercé di due nordafricani che in poco più di un mese hanno tentato di portargli via del denaro con l’estorsione e provato a rapinarlo. L’unico colpo che la coppia di balordi ha messo a segno è stato un furto con strappo, quando gli hanno soffiato dalle mani il cellulare e poi si sono fatti consegnare un centinaio di euro (tutti i soldi che aveva con sé) per restituirlo. L’uomo, un carrarino di 58 anni, con un grave deficit psichico, aveva paura di Mostafa El Raghib, 43 anni, e Rachid Belaloua, 37 anni, marocchini irregolari in Italia e con una sfilza di precedenti. Tanto che prima di rivolgersi alle forze dell’ordine li evitava semplicemente non uscendo più di casa.
È stata una sua amica, con la quale si è confidato, a convincerlo a raccontare tutto al commissariato. Del resto era arrivato al punto di non ritorno: uno dei due aguzzini lo aveva costretto, accompagnandolo, ad andare al bancomat del suo istituto di credito a prelevare una somma che doveva consegnargli per essere lasciato in pace. Una volta lì davanti però si è confuso e ha sbagliato a digitare il pin e così la carta è stata ritirata dalla banca. E il colpo è sfumato.
Gli agenti che hanno parlato con lui, sentendo queste cose, hanno capito l’urgenza del caso. Prima hanno cercato i riscontri e poi sono entrati in azione: agli uomini di Corrado Mattana è bastato poco per accertare la veridicità della denuncia. La telecamera posizionata davanti allo sportello automatico dell’istituto bancario aveva ripreso la scena. Nel video si vede il marocchino che spinge il disabile a prelevare. E poi lo insulta quando l’operazione è abortita.
Da quel momento gli agenti diventano gli angeli custodi del cinquantottenne e lo accompagnano anche a sbrigare le commissioni dopo che lui gli segnala i suoi spostamenti. E questo per due o tre giorni, almeno. Fino a che il commissario Mattana consegna il fascicolo al sostituto procuratore Roberta Moramarco e il magistrato chiede, e ottiene, la custodia cautelare nei confronti dei due nordafricani. In carcere. Le volanti li arrestano in due momenti diversi, mentre escono da due immobili disabitati che avevano occupato abusivamente per la notte. Non fanno neppure resistenza. La coppia, difesa dall’avvocato Giuseppe Del Papa, verrà interrogata questa mattina nella casa circondariale di via Pelegrini dal gip Ermanno De Mattia. Uno dei due conosceva il disabile da parecchi anni, perché vicino di casa occasionale. Poi l’incontro fortuito per strada che ha aperto le porte dell’incubo. Terminato grazie alla polizia, che ha ammanettato i due aguzzini.
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