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Proroghe alle concessioni per i balneari non basta

Proroghe alle concessioni per i balneari non basta

Il presidente della Compagnia del mare chiede che sia il governo a pronunciarsi sul riordino del demanio: «La delibera della Regione è solo il salvagente»

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MASSA. «Ben venga la delibera regionale, ma per noi, questa, è e deve rimanere l’uscita d’emergenza, un salvagente, non la soluzione, come invece viene presentata». Luca Martini, titolare del bagno Henderson e presidente dell’associazione dei balneari “Compagnia del mare”, spezza i toni di entusiasmo sulla delibera di giunta approvata dalla Regione nei giorni scorsi in merito alle proroghe alle concessioni balneari, dietro investimenti.

In pratica una specie di do ut des fra il pubblico e il privato, in cui quest’ultimo si impegnano a migliorare, abbellire e modernizzare gli stabilimenti balneari (tutto in linea con le normative urbanistiche), o a presentare un progetto per il ripascimento della spiaggia, o per il Lungomare, o per l’energia rinnovabile delle strutture che insistono sulla costa, o per la costruzione di piste ciclabili. Insomma se il balneare investe, il Comune accorda dai sei ai venti anni di proroga sulle concessioni demaniali. Il tutto chiaramente per aggirare la Bolkestein e impedire che le concessioni vengano strappate agli attuali titolari.

Martini non è contrario a questa delibera. Anzi. «Il Comune di Massa - chiarisce - è stato fra i primi a proporla e bisogna riconoscergli il merito». Il punto, spiega il balneare, è che «questa non è la soluzione ai nostri problemi - dice - Noi siamo in attesa della legge quadro. Noi vogliamo che il governo si pronunci una volta per tutte sul riordino del demanio».

Tutte le Regioni lo stanno chiedendo. «Tranne la Toscana - incalza Martini - che ha, invece, durante la conferenza Stato Regioni della scorsa settimana, rifiutato qualsiasi proroga che non si fondasse sul principio della delibera. Che, ripeto, ben venga. Ma non basta».

I tempi stringono per i balneari. Lo dicono anche i sindacati nazionali - Fiba Confesercenti, Oasi Confartigianato, Assobalneari, Sib Confcommercio - in un documento pubblicato nei giorni scorsi. «La messa in discussione, da parte della magistratura, della proroga dei titoli concessori al 2020 - si legge - e la situazione di evidente svantaggio competitivo rispetto alle imprese concorrenti ubicate nei Paesi nostri diretti competitori, rendono ormai non più rinviabile la costruzione di un nuovo modello normativo per le imprese impegnate nella balneazione attrezzata». La richiesta quindi è che il governo si pronunci il prima possibile sul riordino demaniale. «Lo Stato - si legge ancora nel documento dei sindacati - non può venir meno al suo impegno così solennemente assunto senza un adeguato e giusto rimedio».

Melania Carnevali

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