Il presidio
«Non ho mai abusato di quel teenager»
La difesa di un parrucchiere ecuadoriano finito a processo dopo le accuse del figlio degli amici
LA SPEZIA. Nessuna violenza, con quel tredicenne che ha detto di essere stato violentato da lui aveva un bel rapporto di amicizia, frequentava la famiglia. «Ma mai e poi mai l'ho toccato, non c'è mai stato alcuna violenza. E' tutta un'invenzione, una cosa mai esistita», ha detto a gran voce Tutiven Parrales Milton Javien, imputato nel processo che si sta svolgendo a La Spezia. Tutiven, trentenne ecuadoriano, prima dei fatti lavorava in un negozio di parrucchiere per uomo. Ed è lì che ha conosciuto la presunta vittima: aConoscevo da tempo quel ragazzo - ha raccontato, assistito dall'avvocato Alessandro Ravani di Aulla - così come tutta la sua famiglia. Ci vedevamo spesso da loro quando mi chiedevano di tagliargli i capelli». E tra un taglio e l’altro era nata l’amicizia. Il parrucchiere ha negato di essersi mai trovato da solo in casa con l’adolescente. Episodio dal quale, invece, è poi partita la denuncia di violenza sessuale. «Io e lui da soli? Mai, quando gli tagliavo i capelli insieme a noi c'erano sempre i genitori o a un coinquilino della famiglia».
Una versione che non coincide con quella fornita dalla madre del ragazzino (parte civile nel processo, assistita dall'avvocato Matteo Vicini di Spezia)) nella sua denuncia in procura: secondo la donna le violenze si sono consumate nell'appartamento del parrucchiere, dove il ragazzino era stato invitato con la scusa di giocare alla play-station. Una storia delicata e ancora tutta da chiarire, partita proprio dalla denuncia della mamma che si era accorta del cambiamento di umore del figlio, unito anche a un netto calo nel rendimento scolastico e ad alcuni atti autolesionistici. Si era fatto male da solo, più volte. Così la donna lo ha messo alle strette per cercare di capire il motivo di quel comportamento, fino a quando il figlio gli ha raccontato dell'amicizia col parrucchiere e dei rapporti completi che aveva avuto con lui.
Rapporti che Tutiven nega con tutta la sua forza. Ma conferma il viaggio fatto a Milano con il tredicenne e i suoi familiari, in occasione della festa del gruppo culturale ecaduoriano. «Siamo partiti tutti insieme e partecipare a quell'incontro. Una gita tutti insieme come veri amici», senza ulteriori strascichi. Insomma, tutto parecchio confuso.
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