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Medico palpeggiatore, una paziente: "Mi ha tolto i pantaloni, poi mi ha mandato un sms"
Alcune donne lo avevano denunciato per presunti palpeggiamenti al seno durante le visite e adesso si scopre che non si fermava lì. Il racconto di una vittima: "Avevo vergogna e non volevo denunciare quello che era accaduto nello studio"
MASSA. A colpire è il pudore con cui le vittime raccontano quello che hanno subito dal medico che doveva visitarle in una campagna all’insegna della prevenzione del tumore al seno sposata dall’associazione Il Faro, di Terrarossa, nel comune di Licciana Nardi. Il dottore, Ermanno Ghio, secondo il racconto di chi ora punta il dito contro di lui, non si limitava a palpare il petto. Andava oltre. Inequivocabilmente oltre. Come ha spiegato la quarantenne straniera che è stata interrogata dal sostituto procuratore Alessandra Conforti, titolare dell’inchiesta: «Non ero mai stata in quella struttura - ha detto la signora visibilmente imbarazzata -. L’avevo scelta perché era vicina al mio posto di lavoro. Quando sono entrata nello studio di quel medico mi ha fatto alzare la maglietta e poi mi ha fatto delle domande che mi sono sembrate fin da subito strane (come il motivo dell’assenza di peli sotto le ascelle). Ma non ci ho fatto caso e ho risposto. A un tratto mi sono trovata con i pantaloni abbassati e lui che metteva le mani dentro le mutandine. Mi sono alzata e rivestita in fretta. Sono uscita con un imbarazzo che non avevo mai provato».
La donna, che ha denunciato l’episodio dopo diversi mesi, ha rivelato anche un particolare: «La sera stessa mi è arrivato un sms da un’utenza che non conoscevo. Era il medico perché io il mio numero non lo davo a nessuno e quelli dell’associazione me lo avevano preso per compilare la scheda. Mi stava invitando a un aperitivo. E messaggi dello stesso tenore sono arrivati il giorno seguente. Così come una telefonata a cui non ho risposto».
C’era pure una segretaria negli uffici dell’associazione il giorno in cui la quarantenne è stata molestata: «L’ho incontrata perché lavoriamo nella stessa zona. Le ho detto quello che era capitato per capire se il medico lo aveva fatto altre volte. Lei mi ha detto di no e che anzi non riteneva possibile quello che era accaduto. Mi vergognavo, per questo non ho denunciato subito l’episodio».
È stata l’ultima dei testimoni dell’accusa. Diciotto donne che non si conoscono tra loro e che espongono fatti simili. Il castello accusatorio si fa pesante, ma ora tocca agli amici di Ghio - e anche ad altri pazienti che sono stati in cura da lui - raccontare al collegio che professionista è il dottore.
I fatti contestati a Ghio, camice bianco spezzino di 57 anni, risalgono al 2013, quando una trentenne lo accusò di aver assunto un inequivocabile atteggiamento durante un controllo al seno, «arrivando addirittura - raccontò la donna ai carabinieri - a tentare di avvicinare la sua bocca al seno». Dopo di lei altre pazienti hanno deciso di rivelare quello che avevano subito.
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