Il Tirreno

Così la collega suggerì il nuovo testamento

Così la collega suggerì il nuovo testamento

Le prove che secondo la Procura inchiodano Giulia Feliciani: sequestrati i conti correnti dell’avvocata

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LA SPEZIA. Un tempo sono stati amici, compagni di studio e colleghi di scrivania. Ma secondo l’accusa è stata proprio lei, la ex collega e amica da una vita Giulia Feliciani, a suggerire alla sorella di Marco Corini l’idea del nuovo testamento, quello sottoscritto il 18 settembre. In quel secondo testamento all’avvocato Feliciani vengono destinati 400mila euro e lei, l’avvocato Giulia Feliciani, secondo l’ipotesi accusatoria messa nero su bianco nelle 28 pagine firmate dal gip Marta Perazzo, avrebbe avuto un ruolo attivo, quasi da comprimaria: il suo nome è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di circonvenzione di incapace e falso testamento. I suoi conti correnti sono sotto sequestro.

I particolari che non tornano, Secondo la Procura sono molti e costituiscono dei gravi indizi a carico della legale. Da anni - così ha ricostruito la Procura - i rapporti fra Corini e la Feliciani si erano raffreddati da tempo, lo hanno riferito agli inquirenti sia la compagna Isabò che la collega, l’avvocato Giovanna Daniele, e l’amica giudice Diana Brusacà. Giulia Feliciani non era stata mai menzionata nei progetti di successione espressi da Corini all’avvocato Murciano. C’è poi il messaggio che il giorno prima della stesura del secondo testamento, il 17 settembre, Corini invia alla collega Daniele: «credi qua è un sabba».

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L’avvocato parla esplicitamente di un convegno di streghe. Escluso che potesse trattarsi della compagna, che era intenzionato a sposare e con la quale, anzi, voleva accelerare le nozze, secondo al procura il riferimento non può che essere alle altre due donne che in quei giorni presidiavano costantemente la sua casa, la sorella Marzia e l’avvocato Giulia Feliciani. E arriviamo alla data del 18 settembre, quello della stesura del testamento falso: materialmente sottoscritto da Marzia Corini e suggerito dall’avvocato Feliciani che comprare fra i benificiari insieme alla donna di servizio e all’amica Susanna Cacciatori. «Ricordo che quel giorno - ha raccontato la compagna di Corini - mentre mi trovavo in cucina, Marzia mi ha detto che non potevo stare lì con lei e che dovevo andare in camera mia. Il motivo era che di lì a poco avrebbero redatto il testamento». Un testamento in cui il grosso del patrimonio andava a Marazia. E 400mila euro a Giulia Feliciani.

Il giorno della morte. Il giorno della morte di Marco Corini Giulia Feliciani si trova nella villa della Val di Magram accanto a Marzia. Alle 11 del mattino la compagna di Marco viene allontanata da casa, intorno alle 11. Quando la Barrack esce Corini è ancora sveglio. Quando la giovane torna, dopo circa una mezz’ora, la situazione è completamente cambiata. «Marzia mi ha raggiunto in giardino, insieme alla Feliciani sopraggiunta nel frattempo, e mi informò che avrebbe iniziato la sedazione. Le ho chiesto che avesse deciso e lei mi disse che lo aveva concordato con i medici».

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