Il Tirreno

Caso Costa, gli albianesi in procura

Caso Costa, gli albianesi in procura

Consegnato l’esposto a Giubilaro e poi corteo fino in prefettura: «Siamo preoccupati, la magistratura deve indagare»

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AULLA. L'esposto degli albianesi anti Costa, firmato da 301 persone, è stato consegnato in procura a Massa ieri mattina. A consegnare materialmente l'esposto sono state 5 mamme albianesi con i loro bambini, poi il corteo, formato da circa 100 albianesi, si è mosso a piedi verso la prefettura, dove è stato ricevuto dal vice prefetto. Sull'incontro con il vice prefetto ha detto qualcosa a caldo uno dei leader della protesta, l'ex presidente della Croce Rossa di Albiano Magra, Roberto Cipriani, il quale ha rivelato che «la prefettura è in stretto contatto con il Comune di Aulla sulla questione Costa e che questo si esprimerà ufficialmente e a breve. Noi, comunque, daremo vita, probabilmente sabato prossimo, ad una grande manifestazione ad Aulla proprio per sollecitare il pronunciamento ufficiale del Comune, sempre, ovviamente, che questo non arrivi prima».

Questo è un momento decisivo, visto che si attende che il dirigente preposto del Comune di Aulla formuli gli atti necessari e conseguenti dopo che la Provincia di Massa Carrara ha messo nero su bianco che la determina dirigenziale numero 8550 della Provincia stessa, risalente al 2003 e grazie alla quale la ditta Costa opera tutt'oggi, non è sostitutiva del permesso a costruire che doveva essere rilasciato, a suo tempo, dal Comune di Aulla. E sui movimenti istituzionali attorno alla questione Costa ha detto la sua anche l'altro leader della mobilitazione, l'ex consigliere comunale aullese Walter Moretti il quale rende pubblico il fatto di avere avuto informazioni dai vertici dell'Unione di Comuni Montana della Lunigiana che sarebbe partita una richiesta alla cooperativa friulana IdealService, che ha vinto l'appalto per gestire la raccolta differenziata dei rifiuti proprio per conto dell'Unione di Comuni, di verificare l'idoneità del sito di conferimento dei rifiuti ad Albiano Magra: una analoga richiesta sarebbe stata indirizzata anche alla Regione Toscana.

Questo il testo dell'esposto indirizzato al procuratore capo Aldo Giubilaro: «A seguito continuate azioni di protesta da parte della comunità di Albiano Magra, successive all’incendio avvenuto nel plesso industriale della Costa Mauro sas in Albiano Magra il 4 ottobre 2015, sono pervenute a conclusione, da parte del Comune di Aulla, le attività di verifica delle abilitazioni della Costa Mauro sas. Da tali verifiche conclusesi con un atto del dirigente del Comune di Aulla, arch. Valentina Gatti, prot.169 del 7.01.2016, sono emerse gravi mancanze abilitative dell’intero plesso industriale. In particolare nella nota dirigenziale si dà atto che “non è stato rilasciato alcun permesso a costruire relativo al capannone dedicato alla linea di produzione del CSS”; “non sono mai stati versati gli oneri concessori dovuti per legge”. Successivamente, come comunicato nel corso di apposita conferenza stampa dal sindaco di Aulla, la Provincia di Massa carrara ha confermato la necessità del permesso di costruire, posto che “la determina dirigenziale provinciale del 2003 non è sostitutiva” del suddetto titolo abilitativo, perciò mancante. Con la presente i sottoscrittori, allarmati da tali notizie reiterate da oltre quattro mesi sui quotidiani locali, in ragione del fatto che il plesso industriale risulta aver operato per anni senza abilitazione legittima chiedono che la procura voglia disporre gli opportuni accertamenti in ordine ai fatti esposti».

Gianluca Uberti

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