Illeciti ambientali alle cave, altri cinque indagati
La maxi inchiesta della Procura e della Forestale partita a Carrara si sposta a Massa nei bacini di Valsora e Madielle. Al centro di tutto accertamenti in campo paesaggistico, idraulico e di gestione di rifiuti
MASSA. Nuova tranche della maxi inchiesta sulle cave delle Alpi Apuane condotta dalla procura di Massa Carrara assieme al Corpo forestale dello Stato. Questo nuovo blitz ha interessato cinque cave, di cui una di Carrara e quattro di Massa. Cinque gli imprenditori iscritti nel registro degli indagati.
Sarebbero stati accertati reati di natura ambientale relativamente ai ravaneti, pendii dove si accumulano i detriti, e che non dovrebbero più esistere, e alla gestione della marmettola, ossia lo scarto della lavorazione del marmo, un rifiuto speciale da smaltire in discarica ma che viene invece abbandonato nei piazzali delle cave. Secondo chi indaga la quantià di marmettola smaltita non coincide infatti con quella prodotto durante l'escavazione.
La maxi-indagine aveva preso avvio nel maggio del 2015 e da allora sono state passare al setaccio (con queste ultime) tredici cave, il 10% del totale, per un totale di quattordici indagati, tutti imprenditori del marmo.
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